venerdì 13 marzo 2026

STILL NO ONE: è uscito il singolo “Worth Dying For”


Gli Still No One tornano con “Worth Dying For”, secondo estratto dei cinque brani che andranno a comporre il nuovo EP in arrivo. Il singolo è disponibile da venerdì 13 marzo su tutte le piattaforme digitali.

Worth Dying For” è un invito a fermarsi e riflettere, a mettere tutto in prospettiva. La canzone esplora come molte delle preoccupazioni quotidiane, spesso ingigantite dal rumore esterno, in realtà abbiano poco peso rispetto a ciò che conta davvero. Il brano trasmette un messaggio di indipendenza di pensiero, spingendo ad ascoltare sé stessi e a seguire una strada personale, lontana dalle influenze altrui.


Attraverso testi lucidi e consapevoli, gli Still No One celebrano la libertà di scelta e l’autenticità: vivere secondo i propri valori diventa un atto di coraggio e un percorso verso maggiore serenità.

giovedì 12 marzo 2026

Temple Factory: “Rebel” è il primo sguardo su A Matter of Feelings


I Temple Factory tornano con nuova musica e lo fanno scegliendo con cura il brano che apre la strada al loro prossimo capitolo discografico. Si intitola “Rebel” il singolo che anticipa A Matter of Feelings, il nuovo album della band bresciana, e rappresenta una dichiarazione d’intenti tanto sonora quanto emotiva.

Il pezzo procede compatto e diretto, costruito su distorsioni solide e un tiro costante che non perde mai slancio. Dentro questa spinta rock si muovono melodie e armonizzazioni capaci di aggiungere profondità, portando il brano oltre il semplice impatto energetico. Il risultato è un equilibrio tra tensione elettrica e intensità emotiva che racconta bene la direzione artistica del gruppo.

Rebel” nasce come un piccolo manifesto dedicato a chi rifiuta di lasciare che siano regole o convenzioni a decidere come vivere i propri sentimenti. In un mondo che spesso preferisce ciò che è prevedibile e rassicurante, la band rivendica il diritto di scegliere liberamente a chi offrire cuore e anima. Un gesto semplice, ma potentemente ribelle.

Il progetto Temple Factory prende forma a Brescia nel 2018 dall’idea del batterista Roberto Pedrotti insieme agli amici di sempre Andrea Zuelli, Renato Montini e Stefano Sina. La band muove i primi passi in una sala prove ricavata all’interno di una fabbrica meccanica, luogo simbolico dove nasce il primo album di inediti It’s Time, pubblicato nel 2021 dopo le registrazioni al La Buca Recording Club con la produzione di Simone Piccinelli. Da quel lavoro arrivano anche i singoli “No Other Lies” e “Come On”.

Negli anni la formazione evolve: dopo la prima fase con Diego Pardo alla voce, Andrea Zuelli assume definitivamente il ruolo di frontman mentre Mattia Gobbi entra come chitarrista e seconda voce. Con questa nuova line-up la band rafforza la propria identità e nel 2025 entra in studio per registrare A Matter of Feelings, un disco che mantiene il DNA indie rock del gruppo ma guarda anche a sonorità più contemporanee e atmosfere intime.

“Rebel” è dunque il primo tassello di questo percorso: una traccia che unisce energia e sensibilità, lasciando intuire un lavoro che promette di scavare ancora più a fondo nelle emozioni.

Guarda il video di “Rebel”:




I Temple Factory sono: Andrea Zuelli (voce), Roberto Pedrotti (batteria), Stefano Sina (basso), Renato Montini (chitarra) e Mattia Gobbi (chitarra).

Aendriu torna con “Santi o Bastardi”, un brano che celebra fragilità e autenticità


C’è una linea sottile tra ciò che la società si aspetta da noi e ciò che siamo davvero. Con il nuovo singolo “Santi o Bastardi”, Aendriu sceglie di camminare proprio su quel confine instabile, trasformando fragilità, imperfezione e conflitto interiore in materia viva per una canzone intensa e diretta.

Il brano mette al centro il peso del giudizio in una realtà sempre più competitiva e cinica. È la storia di chi rimane nell’ombra per paura di mostrarsi per ciò che è davvero, temendo uno sguardo collettivo spesso spietato. In questo scenario, vivere dentro schemi imposti rischia di diventare una gabbia: giorno dopo giorno si perdono pezzi di sé, fino a trasformare l’esistenza in qualcosa che schiaccia invece di liberare.

Santi o Bastardi” rifiuta la facile divisione morale tra buoni e cattivi. Il messaggio è chiaro: la realtà è più complessa delle etichette e l’imperfezione non è una colpa. Nel ritornello emerge con forza l’idea che non ci sia nulla di immorale nel non aderire a virtù costruite dall’esterno, né nulla di più naturale che restare fedeli alla propria identità.

Il risultato è un brano che suona come un invito ad accettare le proprie fragilità, riconoscendole come parte fondamentale di ciò che siamo. Perché ogni persona è fatta di contraddizioni, ferite e possibilità, e proprio in quella miscela nasce qualcosa di autentico.


Dietro Aendriu c’è Andrea Botti, musicista con una lunga storia nella scena alternativa italiana. Dagli esordi nell’underground milanese degli anni ’90 alle collaborazioni con i Norelax, fino all’ingresso nei Punkreas nel 2014. Parallelamente ha costruito una carriera importante anche dietro le quinte dell’industria musicale, lavorando come fonico, tour manager e direttore di produzione con artisti come Subsonica, Niccolò Fabi e Baustelle, oltre ad aver fondato Rollover Production, realtà che ha prodotto tour per band come Punkreas e Africa Unite.

Dopo l’album La Rabbia che ho Dentro e i singoli Vuoto e Aria, questo nuovo capitolo conferma la capacità di Aendriu di trasformare introspezione e osservazione sociale in musica urgente, capace di parlare a chi non ha mai trovato posto nelle categorie semplici.

Ascolta “Santi o Bastardi”



mercoledì 11 marzo 2026

NoDRIP: vent’anni di resistenza diventano un manifesto nel nuovo singolo della band


Certe canzoni non nascono davvero in un giorno preciso. Crescono lentamente, sedimentano tra prove infinite, chilometri macinati in furgone e notti che lasciano addosso più domande che risposte. “NoDRIP”, il nuovo singolo dei NoDrip uscito il 10 marzo 2026, sembra proprio una di quelle: un brano che non arriva per caso, ma come la sintesi naturale di un percorso lungo vent’anni.

Il pezzo è una dichiarazione d’identità più che un semplice singolo. Una presa di posizione netta che raccoglie la tensione, l’ostinazione e il senso di appartenenza che hanno accompagnato la band nel tempo. Non c’è nostalgia né autocelebrazione, ma piuttosto il riconoscimento di ciò che è stato necessario attraversare per restare qui, senza scorciatoie e senza compromessi.

Musicalmente, “NoDRIP” ribadisce la cifra stilistica del quartetto: punk rock contaminato da influenze urban, suonato con un’attitudine ruvida e diretta. I testi si muovono tra sarcasmo, rabbia e autoironia, raccontando le contraddizioni della vita contemporanea e la fatica di stare dentro un sistema senza volerci assomigliare troppo.

Il singolo arriva dopo un anno particolarmente attivo per la band, che nel 2025 ha pubblicato l’EP Bonus Tracks, il singolo “Quelli Che Malpensano” e “Zeta Reticoli”, tappe che hanno contribuito a consolidare un percorso coerente e in continua evoluzione.

Più che un punto d’arrivo, “NoDRIP” rappresenta un momento di consapevolezza. Uno sguardo al passato che non cerca di mitizzarlo, ma che riconosce il valore di tutto ciò che è servito per arrivare fin qui.

Il brano anticipa il nuovo EP “BONUS TRACKS II”, previsto per la primavera 2026, che promette di aprire un nuovo capitolo creativo per la band.

Nel frattempo, i NoDrip porteranno questa nuova fase anche dal vivo: il 20 marzo saranno in apertura ai Punkreas al Live Club, all’interno del loro DIY Tour, in uno degli appuntamenti più significativi per la scena punk italiana.







I NoDrip sono una band italiana che mescola punk rock e urban con un’attitudine sincera e senza compromessi. La formazione attuale vede Gianluca Veronal alla voce e chitarra, Angelo Merico alla voce e al basso, Charlie Amendola alla batteria e Niccolò Fabbian alla voce e chitarra.


Rino Castel racconta lo stallo dei vent’anni nel nuovo singolo “Stupido”, anticipo dell’album Fuori dal club


Il pop punk torna a scavare nelle crepe dell’età adulta con Stupido, il nuovo singolo di Rino Castel, disponibile dal 6 marzo 2026. Il brano anticipa Fuori dal club, il terzo album del cantautore anconetano in uscita il 27 marzo per Key Team, e apre una riflessione lucida e amara sulla fine dei vent’anni, tra aspettative infrante e una sensazione di immobilità che si traveste da movimento.

In Stupido la relazione sentimentale non è un rifugio, ma una gabbia emotiva. Il brano racconta una condizione di stallo affettivo in cui si continua ad andare avanti quasi per inerzia, come dentro un loop da cui sembra impossibile uscire. «Il titolo rappresenta la consapevolezza del loop e al contempo l’incapacità di uscirne», spiega l’artista, sottolineando come questa paralisi attraversi sia la sfera personale sia quella sociale.

Musicalmente il pezzo si muove nel solco del pop punk di inizio Duemila, con chitarre dirette e un approccio emotivo che guarda alla tradizione del genere ma mantiene uno sguardo profondamente contemporaneo. Un linguaggio sonoro che diventa il veicolo perfetto per raccontare l’alienazione urbana, la pressione delle aspettative e il mito tossico dei ventisette anni, temi che attraverseranno anche Fuori dal club.

Con questo nuovo lavoro Rino Castel continua a costruire un racconto generazionale fatto di inquietudini, identità in trasformazione e maschere sociali sempre più strette. Il disco promette di esplorare proprio quel momento sospeso in cui si smette di sentirsi ragazzi senza riuscire davvero a diventare adulti.


Nome d’arte di Rino Castellano, classe 1998 e originario di Ancona, Rino Castel muove i primi passi nella band pop rock As Clouds, con cui suona per anni tra Marche e dintorni prima di intraprendere la carriera solista. Dopo le prime pubblicazioni indipendenti e l’ingresso nel collettivo Key Team, nel 2023 pubblica l’album Haus Panorama. Nel 2026 torna con Fuori dal club, anticipato proprio da Stupido.

Nel frattempo il cantautore porterà il nuovo materiale anche dal vivo con alcune date già annunciate:

Prossime date
28 marzo – La Cattedrale, Cusano Milanino
11 aprile – Milano (TBA)

Con Stupido, Rino Castel mette a fuoco quel momento in cui ci si accorge che correre non significa necessariamente andare da qualche parte. E nel pop punk, a volte, la verità suona più forte proprio quando brucia un po’.

martedì 10 marzo 2026

IVENOP: “Non Ho Voglia” è il nuovo EP che racconta la generazione sempre connessa


Lo scorso venerdì 6 marzo 2026, gli IVENOP hanno pubblicato “Non Ho Voglia”, un EP che osserva con ironia e lucidità la vita contemporanea, raccontando il senso di disorientamento di chi cerca di stare al passo con un mondo sempre più veloce, connesso e pieno di stimoli.

Viviamo in un’epoca in cui tutto cambia rapidamente, dove smartphone, notifiche, social network e messaggi continui hanno trasformato il nostro rapporto con il tempo. Essere sempre raggiungibili è diventato la norma, e spesso ci lascia esausti più che connessi.

L’EP nasce proprio da questa sensazione diffusa: quella di essere stimolati costantemente e, allo stesso tempo, sempre più stanchi. Una condizione che molti percepiscono con forza superata la soglia dei trent’anni, quando la pressione sociale sembra suggerire di fare sempre qualcosa, senza concedersi il diritto di fermarsi.

Il brano “Scusa”, scelto come rappresentativo del progetto, affronta con tono diretto il tema della reperibilità continua nella società digitale. Se un tempo uscire di casa significava diventare temporaneamente irraggiungibili, oggi siamo connessi ventiquattro ore su ventiquattro. “Scusa” racconta il peso di questa aspettativa costante e il desiderio semplice ma sempre più raro: essere lasciati in pace almeno ogni tanto.
Con testi sinceri e uno stile diretto, gli IVENOP trasformano queste sensazioni quotidiane in un racconto generazionale che alterna ironia e consapevolezza. “Non Ho Voglia” non è solo un titolo provocatorio, ma un piccolo manifesto: normalizzare il bisogno di fermarsi, senza sensi di colpa, dopo settimane piene di impegni.

Chi sono gli IVENOP


Gli IVENOP rappresentano una nuova voce nel pop punk italiano: energia, melodia e ribellione sonora che affondano le radici negli anni 2000, riletti con uno stile fresco e personale. Dopo alcuni singoli autoprodotti che hanno catturato l’attenzione della scena underground, la band è pronta a portare il proprio sound a un pubblico più ampio. Con riff potenti, ritornelli da cantare sotto il palco e testi sinceri, ogni brano diventa un grido collettivo, un rifugio per chi crede ancora che la musica possa scuotere anime e coscienze.

IVENOP non è solo una band: è un’attitudine. È tutto quello che hai urlato da solo, ma adesso lo urliamo insieme.

lunedì 9 marzo 2026

Picciony pubblica “Il Matto”: il nuovo singolo dell’ex Talco e Maleducazione Alcolica anticipa l’album Eudaimonia


Il progetto solista di Picciony torna a muoversi tra ironia, elettronica e cantautorato con “Il Matto”, nuovo singolo disponibile da venerdì 6 marzo su tutte le piattaforme digitali per Redgoldgreen Label. Un brano che funge da vera e propria anteprima del primo album Eudaimonia, atteso per il 24 aprile.
Dietro Picciony si nasconde Marco Piccioni, musicista, sassofonista e cantante con oltre quindici anni di attività live tra Italia ed estero. Dopo le esperienze con Talco e Maleducazione Alcolica, l’artista ha intrapreso un percorso personale capace di fondere scrittura cantautorale italiana, elettronica e uno sguardo ironico sulla realtà contemporanea.


Il cammino solista, avviato nel 2022 con un primo singolo e un EP, ha iniziato a costruire un terreno fertile in cui convivono rock alternativo, pop elettronico e testi dal taglio esistenziale. Con “Il Matto”, questo linguaggio sembra trovare una forma ancora più definita.

Il brano si muove infatti su un crocevia sonoro curioso e dinamico: indie rock ed elettronica si incontrano, mentre l’approccio analogico degli anni ’90 dialoga con la produzione digitale contemporanea. Le chitarre distorte si intrecciano con elementi dubstep, i beat electro sostengono un testo sarcastico e pungente, fino a sfociare in un ritornello che suona come un piccolo inno pop sacrilego.

Ma “Il Matto” non è soltanto un esercizio di stile. Picciony costruisce un brano dalla personalità marcata, capace di mantenere un equilibrio tra sperimentazione e immediatezza, con una produzione che guarda a un pubblico trasversale senza rinunciare alla propria identità.
Il singolo rappresenta quindi il primo vero biglietto da visita di Eudaimonia, album di debutto che promette di ampliare ulteriormente la direzione artistica del progetto, tra contaminazioni sonore e una scrittura lucida, a tratti tagliente, sulla contemporaneità.

Ascolta il brano:

Guarda il video:





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We Want Punk – 13 marzo all’Arci Cdc di Parma con Sal Rinella e le Pallottole, Weekend Cigarettes e Stray Dogs


Il collettivo We Want Punk torna a far vibrare le assi del palco con una nuova serata all’insegna del punk rock più diretto e senza fronzoli. L’appuntamento è fissato per giovedì 13 marzo dalle 21:00 all’Arci Cdc, con una line-up che mescola radici punk, spirito californiano e attitudine live pronta a scatenare il pogo.
Protagonista della serata sarà Sal Rinella, già chitarrista dei Rubber Room e dei Viboras, che continua il suo percorso solista sotto l’ala di Ammonia Records. Sul palco porterà i brani del suo EP uscito nell’ottobre 2025, “A Nessuno Frega un Ca**o di Sal Rinella e le Pallottole”, un lavoro che affonda senza esitazioni nelle radici più sincere e trasversali del punk rock.
Ad accompagnarlo ci saranno Le Pallottole, formazione compatta composta da Andrea “Pelle” Pellegrino alla batteria, Stefano “Steve” Sottosanti al basso e le Pallottoline, presenza vocale e scenica ormai imprescindibile, capace di dare ulteriore identità e impatto ai live del progetto.
A condividere il palco saranno i Weekend Cigarettes, band di Alessandria che negli ultimi anni ha macinato chilometri e palchi, passando anche da Sanremo Rock e dividendo il palco con i The Rumjacks. Porteranno dal vivo i brani del loro ultimo album “The Chosen One”, pubblicato da Rocketman Records: un concentrato di punk rock anni ’90 fatto di melodie accattivanti e riff travolgenti, nel solco di nomi di culto come No Use For A Name e Bad Religion.
Ad aprire la serata ci penseranno i parmigiani Stray Dogs, formazione hard rock/alternative composta da Davide Freddi alla voce, Leonardo Araldi e Filippo Barreca alle chitarre, Francesco Benaglia al basso ed Emanuele Alfieri alla batteria.

Tre band, una sola missione: tenere alto il volume e ricordare che il punk rock vive soprattutto sotto il palco, tra sudore, cori e scarpe che saltano all’unisono.
Come da tradizione We Want Punk lancia l’invito più semplice e diretto possibile:
ci vediamo nel pogo.

Evento Facebook 

venerdì 6 marzo 2026

Give Vent – “Secret Letters to You”: il primo capitolo di un disco fatto di parole mai spedite

 
È uscito “Secret Letters to You”, il nuovo EP dei Give Vent, primo tassello di un progetto più ampio costruito come una raccolta di lettere rimaste per anni nel cassetto. Tre brani che aprono una storia destinata a svilupparsi in tre capitoli, ognuno legato a un diverso momento della vita.

L’idea alla base del disco è semplice ma carica di suggestione: parole scritte in momenti diversi e mai spedite, pensieri che rimangono sospesi nel tempo e che prima o poi tornano indietro a chi li ha scritti. In questa immaginaria corrispondenza, le lettere vengono custodite in una casa che resta immobile mentre tutto il resto cambia. Un luogo fermo nel tempo, attraversato da persone, ricordi e versioni diverse di sé.

Questo primo EP raccoglie tre tracce:
Tracklist
The Hidden Box
From the Courtyard
Leaving Room
“Secret Letters to You” rappresenta quindi l’inizio di un percorso narrativo più ampio. Le tre uscite previste formeranno un unico disco, con copertine collegate tra loro che mostrano la stessa casa divisa in tre parti, quasi come se ogni capitolo aprisse una stanza diversa della stessa memoria.

Dal punto di vista sonoro, i Give Vent continuano a muoversi nel territorio in cui folk-punk ed emo di scuola Midwest anni 2000 si incontrano: chitarre intime, melodie malinconiche e testi che funzionano più come dialoghi interiori che come vere e proprie storie. Non c’è la ricerca di una risposta definitiva, ma piuttosto il tentativo di mettere a fuoco emozioni e pensieri mentre accadono.

L’EP è stato registrato interamente nella vecchia sede di Ekidna, mixato da Marco degli Esposti all’Happenstance Studio e masterizzato da Mike Kalajian al Rogue Planet Mastering nel corso del 2025.


Il progetto Give Vent nasce nel 2013 come iniziativa solista di Marcello Donadelli, inizialmente in versione acustica. Con il tempo si è trasformato in una band vera e propria, mantenendo però al centro la scrittura personale e diretta che ha sempre caratterizzato il progetto. Negli anni il gruppo ha condiviso il palco con nomi importanti della scena internazionale come The Front Bottoms, Jeff Rosenstock, Awakebutstillinbed, Your Arms Are My Cocoon e Delta Sleep, oltre ad aver realizzato un mini tour acustico in Giappone con registrazione di un EP live a Tokyo.
Oggi la formazione è composta da:
Marcello Donadelli – chitarra e voce
Dave Moscova – basso
Simone Giari – batteria
Luca Righi – chitarra e voce
Con “Secret Letters to You” i Give Vent _aprono una nuova fase del loro percorso, trasformando la musica in un archivio emotivo dove ogni brano diventa una lsformando , prima o poi, trova il modo di tornare a casa.

giovedì 5 marzo 2026

DYSMORFIC – To The Usual Atomic Rhetoric, Vol.1: quando il grind implode e rinasce rumore


C’è un momento in cui il grindcore smette di correre a testa bassa e decide di guardarsi allo specchio. I DYSMORFIC quel momento lo hanno preso, smontato vite per vite e trasformato in detonazione controllata. To The Usual Atomic Rhetoric, Vol.1, uscito il 28 febbraio 2026 per Love Earth Records, non è un semplice nuovo capitolo: è una mutazione dichiarata.


Nati nel 1998 come trio grindcore, oggi duo composto dai fondatori Buccia alla batteria e Thomas al basso, i Dysmorfic hanno attraversato quasi tre decenni di traiettoria irrequieta. Dal rispetto dei dogmi del genere alla loro demolizione creativa, il passo è stato lungo ma inevitabile. La svolta era già emersa con Movements nel 2022 e si era consolidata con To Defy The Laws Of Grindcore nel 2024, ma qui la frattura diventa architettura.

Il titolo è un manifesto. “To The Usual Atomic Rhetoric” suona come un atto d’accusa contro la ripetizione sterile, contro la retorica dell’estremo fine a sé stesso. L’album spinge l’“avant-grind” verso territori di ambient noise grazie alla collaborazione con +DOG+, artista sperimentale di Boston e mente dietro l’etichetta. Il risultato è un organismo sonoro che alterna implosioni fulminee a dilatazioni atmosferiche, scosse telluriche a corridoi di rumore bianco che sembrano sospesi nel vuoto cosmico.

L’influenza dei Man Is The Bastard è dichiarata ma mai imitativa. Qui l’eredità viene filtrata, frantumata e ricomposta in una lingua personale. Il grind diventa materia plasmabile, quasi jazzistica nell’approccio, progressiva nelle strutture, ma senza perdere l’urgenza primordiale.
Produzione fuori dal recinto estremo
Coerenti con la loro etica indipendente, i Dysmorfic scelgono ancora una volta di affidarsi a professionisti lontani dal circuito della musica estrema. Le registrazioni ai Dude Studios di Correggio sono state curate da Stefano Riccò, ingegnere del suono che ha lavorato con Elisa, Elio e le Storie Tese e Ligabue. Produzione, mix e mastering portano la firma di Cristiano Roversi, collaboratore tra gli altri di Vinicio Capossela, John Wetton e Anthony Phillips.
Una scelta che si traduce in un suono stratificato, chirurgico quando serve e volutamente abrasivo altrove. 

La batteria di Buccia è un motore a combustione nervosa, mentre il basso, sia fretless che fretted, diventa colonna vertebrale melodica e distorsione liquida. Il noise di +DOG+ non è ornamento ma sostanza, una nebbia radioattiva che avvolge e amplifica.

L’artwork firmato Fetusk completa un’esperienza che vuole essere totale. Non solo un disco, ma una dichiarazione di intenti. Dopo tour in Europa, USA, Messico e Canada e presenze a festival come Obscene Extreme e Giants Of Grind, i Dysmorfic dimostrano che l’indipendenza può essere un laboratorio, non un limite.
To The Usual Atomic Rhetoric, Vol.1 è un attacco alle convenzioni e una promessa.

Entro fine 2026 è previsto il Vol.2, segno che questa traiettoria non ha alcuna intenzione di atterrare.
Il grind, nelle loro mani, non è più solo esplosione. È linguaggio in evoluzione, un campo magnetico che attrae jazz, prog, rumore e li costringe a convivere nello stesso spazio instabile. E in quell’instabilità, i Dysmorfic trovano la loro forma più autentica

ASCOLTA L'ALBUM: https://dysmorfic.bandcamp.com/album/to-the-usual-atomic-rhetoric-vol-1

I Mother Giraffe tornano con “House of Bondage”: la sottomissione come rito di trasformazione


5 marzo i Mother Giraffe, band crank-wave da Catania, pubblicano il nuovo singolo “House of Bondage”, un brano che non cerca conforto ma frizione. Niente carezze, solo attrito.

House of Bondage” affronta il tema della sottomissione in senso ampio. Non soltanto quella fisica o sessuale, ma anche quella sociale, religiosa e culturale. È una stanza senza finestre dove il potere cambia forma di continuo: a volte è un dogma, a volte un’abitudine, a volte siamo noi stessi a chiuderci dentro.

Il dolore, nel brano, non è semplice sofferenza. È un dispositivo di trasformazione. La conoscenza passa attraverso il corpo, attraversa la carne, lascia un segno. Non c’è redenzione facile, ma un processo: si cade, si stringono i denti, si muta.

Sul piano sonoro, il pezzo prosegue coerentemente il percorso tracciato nel disco in uscita. Tensione costante, suoni ruvidi, strutture essenziali. L’approccio è diretto e ripetitivo, quasi rituale. Le chitarre lavorano per sottrazione, la sezione ritmica costruisce una pressione continua, come un battito che non concede tregua. È una spirale ipnotica che non esplode mai del tutto, ma continua a stringere.

Il singolo anticipa “Food is a Necessity”, album composto da nove tracce che esplorano ossessione e alienazione nella vita moderna. Un disco crudo, a tratti psichedelico, dove il rumore diventa linguaggio e la ripetizione si fa mantra urbano. Il titolo sembra rassicurante, ma dentro si parla di fame diversa: di riconoscimento, di senso, di identità.


Con “House of Bondage”, i Mother Giraffe confermano una poetica che non fa sconti e un suono che preferisce graffiare piuttosto che sedurre. Un passo ulteriore in un percorso che mette al centro il disagio contemporaneo e lo trasforma in materia viva.

Il brano è disponibile dal 5 marzo su tutte le piattaforme digitali.

Ascolta "House of Bondage" 




mercoledì 4 marzo 2026

IESSE tornano con “The Way You Are”



Dal cuore romagnolo di Cesena, gli IESSE riaccendono i motori e lo fanno senza mezze misure. Il 28 febbraio è uscito “The Way You Are”, primo estratto dal nuovo EP Tell Your Mom We Are Still Alive. Un titolo che suona come un messaggio lasciato sul frigo prima di uscire a suonare: siamo ancora qui, più rumorosi di prima.

Per la band ska-core italiana è il primo materiale inedito dopo Dirty Dreams del 2018. Anni di silenzio discografico che non hanno spento la miccia, anzi. “The Way You Are” riparte da dove li avevamo lasciati: punk rock veloce, sezione fiati che taglia l’aria come una lama lucida, e quella miscela ska-punk che non chiede permesso ma prende spazio.
Il brano fonde la furia melodica del punk anni ’90 con l’energia solare e combattiva delle horn section tipiche dello ska-punk. Il risultato è un pezzo potente e immediatamente riconoscibile, radicato nella tradizione ma con lo sguardo ben piantato nel presente. Ritmi serrati, ritornelli che si stampano in testa e un equilibrio riuscito tra aggressività e sensibilità melodica.


Dal punto di vista lirico, “The Way You Are” è una dichiarazione netta. Parla di identità, accettazione e del coraggio di vivere senza maschere in un mondo che spesso preferisce etichette comode alla complessità delle persone. È la storia di chi smette di nascondersi, affronta discriminazioni e pregiudizi, e rivendica la propria libertà con schiena dritta e voce alta. Il messaggio è limpido: non c’è nulla di sbagliato nell’essere se stessi.

Il singolo anticipa l’EP di cinque tracce Tell Your Mom We Are Still Alive, prodotto al Seahorse Studio di Ravenna con Matteo Rossi dei Sunset Radio e masterizzato da Giovanni Versari presso La Maestà. Un lavoro che segna una naturale evoluzione nel percorso della band, aprendo un nuovo capitolo senza tradire lo spirito originario.
Dopo oltre vent’anni di attività, gli IESSE continuano a portare avanti la loro visione indipendente con coerenza e passione. Ska-core diretto, autentico, ancora capace di parlare al presente e di trasformare rabbia e orgoglio in energia condivisa sotto palco.

Voider è l’album d’esordio dei Newt., in uscita il 27 febbraio per Ostia Records.


Newt. nasce nel 2024 tra Bologna e Gradara da quattro musicisti con esperienze maturate in diverse realtà della scena italiana, tra cui Antares, ED e Marnero. Un incontro geografico e umano che diventa subito laboratorio sonoro, una stanza con gli amplificatori accesi e le finestre chiuse per non disperdere vibrazioni. Nessuna nostalgia da cartolina, nessuna operazione vintage di facciata, ma l’urgenza concreta di rimettere le mani nel fango elettrico di un certo modo di intendere il rock, quello che sporca e illumina allo stesso tempo.

Il progetto sviluppa un suono diretto e analogico, radicato nel rock alternativo e noise degli anni ’90, con riferimenti dichiarati a Pixies, Melvins, Tad, Mudhoney, Nirvana e Motorpsycho. Non si tratta di citazioni ornamentali, ma di coordinate emotive: dinamiche che si contraggono e si dilatano, distorsioni che respirano, silenzi che preparano lo strappo successivo.

Le chitarre alternano fendenti secchi e aperture oblique, costruendo trame che si muovono tra tensione e rilascio. La sezione ritmica non si limita a sostenere, ma spinge in avanti, graffia, strattona, tiene il pezzo per il colletto finché non dice quello che deve dire. La scrittura è essenziale, quasi chirurgica, taglia il superfluo e lascia nervi scoperti, ma sa accendersi all’improvviso in melodie che restano addosso come polvere magnetica, difficili da scrollare via.


I Newt. rielaborano queste influenze in una forma personale e contemporanea, 
evitando l’effetto museo o la semplice riproduzione filologica. Il loro è un linguaggio che parla con accento novantiano ma respira nel presente, dove tensione e immediatezza convivono in equilibrio instabile, sempre a un passo dalla detonazione.






martedì 3 marzo 2026

Talco pubblicano il nuovo singolo e video “Banality DeathMatch”


Ci sono band che suonano, e poi ci sono band che accendono micce. I Talco appartengono alla seconda categoria.
Dopo aver aperto la narrazione con “Dalla Mia Parte Della Strada”, la formazione veneziana torna con un nuovo capitolo: “Banality DeathMatch”, singolo accompagnato da un videoclip ufficiale già online. Un brano che non si limita a colpire, ma punta dritto al bersaglio grosso.
Nel primo episodio avevamo incontrato un protagonista intrappolato in una gara di nuoto, costretto a rincorrere vasche su vasche mentre il sogno del mare aperto si allontanava. Ora l’inquadratura cambia prospettiva: chi organizza quella gara? Chi costruisce la piscina, impone le regole e decide quando applaudire o fischiare?

Con “Banality DeathMatch” la band sale su un ring surreale che richiama ironicamente certi immaginari televisivi anni Novanta, ma qui il combattimento è tra coscienze, tra esposizione e vigliaccheria, tra chi giudica e chi viene giudicato.

Il bersaglio non è soltanto l’odio digitale, facile e rumoroso. Il colpo è più ampio, più scomodo. È rivolto a un’umanità che si sente arbitro universale, pronta a emettere sentenze attraverso slogan accattivanti e retorica da tastiera, senza mai mettere davvero qualcosa in gioco. È il paradosso dell’apparire impegnati restando al sicuro, dell’indignazione senza rischio.

Musicalmente, il brano conserva l’inconfondibile marchio di fabbrica della band: quell’esplosiva miscela di punk rock, folk, ska e suggestioni latin, il loro celebre “punkchanka”, capace di unire energia e profondità.


Con oltre vent’anni di carriera e centinaia di concerti in tutta Europa, i Talco continuano a interrogare il presente con la loro musica. E la storia iniziata con “Dalla Mia Parte Della Strada” è solo all’inizio.

GUARDA IL VIDEO:




giovedì 26 febbraio 2026

Double Swindle: fuori oggi il video di “There Was a Time”, quando la comfort zone diventa una gabbia


C’è stato un tempo in cui tutto sembrava al suo posto. Ordinato. Stabile. Quasi perfetto. Ma a volte la perfezione è solo un salotto con le finestre chiuse.

I Double Swindle, band punk rock dalla provincia di Treviso, pubblicano oggi il video di “There Was a Time”, un brano che scava sotto la superficie di quella stabilità apparente per raccontare il momento esatto in cui la sicurezza si rivela per quello che è: una gabbia+ comoda, imbottita di abitudini e illusioni.

Il pezzo attraversa una fase della vita in cui pensi di avere tutto sotto controllo, di stringere il mondo tra le dita, mentre in realtà stai solo interpretando una versione di te che non respira davvero. È il classico equilibrio che non scricchiola… finché non ti accorgi che non sei tu a tenerlo in piedi, ma lui a tenere fermo te.

Musicalmente, i Double Swindle spingono sull’acceleratore emotivo: chitarre tese, batteria che pulsa come un pensiero fisso e una linea vocale che alterna consapevolezza e frattura. Il suono accompagna il risveglio raccontato nel testo, passando dalla patina nostalgica alla vertigine della confusione. Eccessi, errori, ricordi sfocati: la fase in cui rompi lo specchio e ti trovi davanti pezzi sparsi di identità.
Poi arriva la lucidità. Non è una fanfara trionfale, è un respiro lungo. È quel momento in cui smetti di idealizzare il passato e scegli il presente, con tutte le sue imperfezioni. “There Was a Time” non demonizza ciò che è stato, ma lo rimette al suo posto: non un paradiso perduto, ma una stanza da cui uscire.

Il video amplifica questo percorso interiore, trasformando il brano in un piccolo film di transizione, tra memoria e consapevolezza. Un nuovo capitolo per la band trevigiana, che continua a raccontare crepe emotive con l’energia diretta e senza filtri del punk rock.
Per chi è
 cresciuto credendo di avere tutto sotto controllo e poi ha dovuto imparare a ricominciare da sé.





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NOTHING OFF MIRROR - “DIGITAL CHAINS” Il primo singolo dall’EP di debutto “Blackout Therapy”


C’è un momento preciso in cui ti accorgi che il rumore non è libertà ma prigione. I Nothing Off Mirror lo trasformano in suono e lo chiamano “Digital Chains”, primo singolo ufficiale estratto dall’EP di debutto “Blackout Therapy”, in uscita il 15 maggio.
Il brano è disponibile dal 20 febbraio con videoclip ufficiale su YouTube e dal 25 febbraio su tutte le piattaforme digitali. È il primo passo di una band nata a Ferrara nel dicembre 2024 ma già con le idee scolpite nel cemento.

Scrolling down I feel so numb…”
Fin dall’incipit, “Digital Chains” è una dichiarazione di guerra all’alienazione da schermo. Non una predica, ma un pugno. Non una morale, ma uno specchio. Il pezzo fotografa una generazione ipnotizzata dalle notifiche, incastrata in una routine di scroll infinito che svuota più di quanto riempia.
Musicalmente, i Nothing Off Mirror intrecciano riff serrati e taglienti a breakdown che sembrano crepe nell’asfalto. L’impronta è quella del metalcore dei primi anni Duemila, ma la produzione inserisce elementi elettronici e atmosfere quasi cinematografiche che amplificano il senso di oppressione. È come se ogni strofa stringesse il nodo, ogni ritornello provasse a spezzarlo.

This ain’t the life that we claimed / Tied to these digital chains
Il chorus è pensato per esplodere sotto palco, ma funziona anche in cuffia, quando la rabbia diventa personale. È uno di quegli hook che ti si incolla addosso e non chiede permesso.
Identità chiara, zero compromessi

La line-up vede Daniele Finardi alla voce, Nicola Giovanardi alla batteria, Nicola Bentivoglio e Simone Cavicchi alle chitarre e Federico Zappaterra al basso. Cinque musicisti con background metalcore e post-hardcore che hanno deciso di tornare alle radici senza suonare nostalgici.

Dopo un anno dedicato interamente alla scrittura, la band ha autoprodotto un EP di cinque tracce che promette di andare oltre il singolo. “Blackout Therapy” non è solo un debutto, ma una presa di posizione: nessuna maschera, nessuna scorciatoia, nessuna catena.
Il videoclip: estetica industriale e identità in frantumi


Il video di “Digital Chains” traduce il concept in immagini fredde, industriali, tagli di luce netti e interferenze visive che richiamano la dipendenza digitale e la perdita di identità. Schermi, glitch, ambientazioni claustrofobiche: musica e immagine viaggiano nella stessa direzione, costruendo fin da subito un immaginario coerente e riconoscibile.

Digital Chains” è solo il primo capitolo. L’EP in arrivo il 15 maggio approfondirà i temi della disconnessione emotiva e dell’alienazione sociale, ma con uno spiraglio: la possibilità di un risveglio collettivo.

Se questo è l’inizio, i Nothing Off Mirror non stanno bussando alla porta del metalcore italiano. La stanno prendendo a spallate.





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mercoledì 25 febbraio 2026

LOW-L FEST 2026: svelata la lineup completa della settima edizione


C’è chi teme la crisi del settimo anno. Il LOW-L FEST la prende, la guarda negli occhi e le ride in faccia. Dal 19 al 21 giugno 2026 il festival piacentino torna con una nuova casa, il rinnovato TOO di via 24 Maggio 51, e con una lineup che non chiede permesso a nessuno.

A guidare le danze tre headliner che sembrano scelti con il righello dell’intensità. I Nothing porteranno dal vivo il nuovo e attesissimo A Short History of Decay, un titolo che promette malinconie elettriche e muri di suono capaci di piegare l’aria. Dalla Svezia arrivano i Thrown, tra le realtà più incandescenti del metalcore contemporaneo, freschi di sold out al Legend Club di Milano. E poi loro, i newyorkesi Show Me The Body, che trasformano ogni palco in un campo magnetico fuori controllo.
Il resto del bill è un mosaico costruito con cura chirurgica dal collettivo LOW-L. Da Boston arrivano gli Haywire, hardcore nudo e nervoso, lanciati anche dallo split con i Dropkick Murphys. Tornano i Raein, nome che è già storia dell’underground italiano. Dagli Stati Uniti gli Excide porteranno la miscela di grunge, alternative e nu metal del nuovo Bastard Hymns.
E ancora: Jaguero, If I Die Today, la furia grind degli Spleen Flipper, l’impatto di Ozone Dehumanizer, l’hardcore senza filtri di Colliders e Confine, fino alla sperimentazione tagliente del duo Gom Jabbar. E molti altri nomi pronti a completare una tre giorni che si preannuncia come un piccolo atlante dell’urgenza contemporanea.

LOW-L FEST però non è solo palco e sudore. A impreziosire il programma ci sarà Fabio Bortolotti, in arte Kenobit, con la presentazione del suo libro Assalto Alle Piattaforme. Attorno, la consueta galassia di distro, food truck, talk e incontri che trasformano il festival in una comunità temporanea, rumorosa e accogliente.
I Three Day Pass sono già disponibili in tiratura limitata su BigCartel, mentre i biglietti giornalieri arriveranno nelle prossime settimane su DICE.

Segnate le date: 19, 20 e 21 giugno 2026. Piacenza si prepara a diventare un epicentro. E la settima volta, qui, non è una crepa: è un’esplosione controllata.

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The Last Confidence tornano con “Lei”: il lato più pop del loro cuore punk


C’è un momento, nella vita di ogni band punk, in cui invece di tirare pugni al muro decide di scriverci sopra un nome. I The Last Confidence quel nome lo trasformano in un singolo: Lei, fuori dal 24 febbraio, secondo estratto dal nuovo album in arrivo in primavera.

Dopo la carica frontale di Botta, il quartetto bergamasco cambia traiettoria ma non identità. Lei è il brano più immediato e luminoso del disco: meno distorsioni serrate, più spazio alle melodie, un ritornello che si incolla addosso come una toppa cucita male ma con orgoglio. Punk spensierato, sì, ma con quella consapevolezza di chi ha imparato a trasformare l’irrequietezza in coro da urlare sotto palco.

Il pezzo è una dichiarazione d’amore in versione pop punk, costruita su poche parole scelte con precisione chirurgica. Basta un “è un anti-social” per immaginarsi già sotto al palco, sudati, stonati, felici. La band dimostra ancora una volta di saper restare dentro il perimetro delle sonorità che ama, trovando però un varco melodico più ampio, accessibile, quasi radiofonico, senza perdere credibilità.

Alla produzione torna Luca Incerti (Ince) dei WEL, che leviga il suono senza sterilizzarlo. Il risultato è un brano che guarda apertamente a nomi come blink-182, New Found Glory, Neck Deep e No Pressure, ma con un’identità ormai riconoscibile nel panorama italiano.

Ad accompagnare l’uscita, un video diretto da Hélio Gomes, chitarrista della band, che traduce in immagini quell’equilibrio tra leggerezza e nostalgia che attraversa il brano.


Attivi dal 2013, i The Last Confidence hanno costruito negli anni un percorso coerente tra EP, album e un’intensa attività live che li ha portati a dividere il palco anche con realtà internazionali. Dopo aver festeggiato i dieci anni di carriera con 10 YEARS, la band è pronta a voltare pagina con un nuovo disco che promette energia e maturità.
Il prossimo appuntamento dal vivo è fissato per il 21 marzo 2026 al Rock’n’Roll Club di Milano. Se Lei è l’anticipazione, la primavera potrebbe arrivare con chitarre accordate alte e cuori ancora più rumorosi.
Il punk, a volte, sa anche sorridere. E quando lo fa, canta forte.



martedì 24 febbraio 2026

Thunder Bomber: la rabbia elegante di “A Little Sadness” anticipa il nuovo album “Boys Alive”


C’è una tristezza che non piange. Stringe i denti. Si infila sotto pelle e resta lì, come un motore acceso in folle. I Thunder Bomber la trasformano in carburante nel nuovo singolo “A Little Sadness”, ora disponibile su tutte le piattaforme digitali.
Il brano è il secondo estratto da “Boys Alive”, in uscita il 10 aprile 2026 per Cheat Records e Total 13 Records. E se il titolo potrebbe suggerire malinconie sussurrate, la realtà è ben diversa: questo è probabilmente il pezzo più feroce mai pubblicato dalla band mantovana.

A Little Sadness” è uno sfogo diretto, nervoso, senza anestesia. Racconta la frustrazione di inciampare sempre negli stessi errori, di rifugiarsi in zone di comfort che promettono protezione e invece diventano gabbie dorate. È quella sottile angoscia che scava lentamente, un tarlo che non fa rumore ma lascia segni profondi. I Thunder Bomber la affrontano a testa bassa, con un brano che suona come una resa dei conti personale e collettiva.
Musicalmente il pezzo è un ritorno alle origini: riff taglienti, attitudine hard rock e un’anima hardcore punk dichiarata, quasi un tributo agli eroi che hanno acceso la miccia nel loro immaginario sonoro. C’è il gusto per l’immediatezza, per la botta secca che arriva dritta allo stomaco, ma anche una consapevolezza maturata nel tempo. È la chiusura di un cerchio che parte dai primissimi brani della band e trova oggi una nuova forma, più compatta e determinata.


Nati a Mantova nel 2009, i Thunder Bomber hanno attraversato cambi di formazione, demo, EP e brani sparsi in compilation, fino alla pubblicazione di “Dan4gerous Pills” nel 2022, raccolta di singoli registrati tra il 2016 e il 2020. Con “ r Alive” la band apre un nuovo capitolo, pronto a confermare la loro identità: sporca il giusto, sincera fino all’osso, allergica ai compromessi.

Ascolta "A Little Sadness"

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Jaguero: identità senza compromessi nel nuovo singolo “Twentyfour7”


I Jaguero tornano con “Twentyfour7”, brano che anticipa il primo full length Make Me Feel Alive Again, in uscita il 10 aprile 2026 per Anchors Aweigh Records.
Ed è uno di quei pezzi che non bussano alla porta. Entrano.

Dopo aver mostrato le due facce della medaglia con “Hold Me Close / Monday”, la band vicentina scava ancora più a fondo, abbandonando ogni comfort zone sonora per inseguire qualcosa di più personale, più crudo, più necessario. “Twentyfour7” nasce da un conflitto che conosciamo bene: restare fedeli a sé stessi mentre il mondo attorno prova a limare gli angoli, addolcire gli spigoli, normalizzare l’anomalia.

Il brano si muove su una linea tesa tra autodeterminazione e bisogno di ricucire. Non è rabbia fine a sé stessa. È tensione emotiva che pulsa sotto pelle, è quel momento in cui scegli di non abbassare la voce per essere più digeribile. Forse è il pezzo più distante dalle coordinate abituali dei Jaguero, ma proprio per questo è quello che oggi li rappresenta meglio: meno etichette, più verità.
Il videoclip, realizzato da Catrame e diretto da Roberto Graziano Moro in collaborazione con Lorenzo Scudiero, amplifica questa dimensione interiore trasformandola in immagini cariche di inquietudine e ricerca. Non semplice accompagnamento visivo, ma estensione emotiva del brano.


Bio:
Nati a Vicenza nel 2021 da membri di Slander, Regarde e La Fortuna, i Jaguero hanno già lasciato tracce importanti con gli EP Worst Weekend Ever (2022) e New Love (2023), prodotti da Maurizio Baggio presso La Distilleria e pubblicati da Epidemic Records. Un percorso che li ha portati dai piccoli club ai festival, sempre con quello spirito viscerale che tiene insieme punk, emo e grunge senza bisogno di dichiarazioni d’intenti.

Con Make Me Feel Alive Again promettono di spingersi ancora oltre, lasciandosi alle spalle i confini di genere per suonare semplicemente ciò che sentono più urgente. Energia, melodia e intensità emotiva restano il loro triangolo sacro, ma il fuoco adesso brucia con una consapevolezza diversa.
“Twentyfour7” è un manifesto personale. È la scelta di camminare a testa alta, anche quando sarebbe più facile adattarsi. E nel 2026, in mezzo a rumori di fondo e copie sbiadite, l’autenticità suona ancora come l’unica vera rivoluzione.





L’album è già disponibile in preorder sul sito di Anchors Aweigh Records

lunedì 23 febbraio 2026

Fuori “Milano Chiama”, il nuovo singolo di ×hellsanti×


Fuori dal 20 febbraio 2026, “Milano Chiama” è il nuovo singolo di ×hellsanti× e anticipa l’EP in arrivo a marzo. Un titolo che suona come una notifica alle tre di notte: lampeggia, vibra, promette tutto. E forse chiede più di quanto dia.


×hellsanti×, classe ’91, continua a scolpire il suo percorso nell’emo punk italiano con un brano che corre senza guardare il semaforo. Chitarre serrate, batteria che pesta come se avesse un conto in sospeso, un ritornello che si incolla alla testa con la stessa ostinazione delle grandi hit pop punk dei primi Duemila. Ma sotto la superficie catchy si muove una corrente più scura.

Milano Chiama” è uno sfogo lucido. Rabbia e disillusione si intrecciano nella metafora della città che può consacrarti o consumarti. Milano diventa simbolo di un’industria musicale che promette visibilità e sogni, salvo poi presentare il conto in insonnia, solitudine e instabilità. Non è solo una geografia urbana, è uno stato mentale.

Lo spirito è dichiaratamente DIY, ma non acerbo. Il brano mantiene quella ruvidità sincera che è marchio di fabbrica del genere, senza rinunciare a una scrittura più matura. In questo percorso si inserisce la collaborazione con Hypeless Studio e con Andrea Barone, che accompagna l’artista verso una maggiore coerenza sonora, lasciando intatta la spontaneità delle origini.

Dal debutto nel 2023 con “Non Cambierai”, passando per “Pop-Punk” e “Crush”, ×hellsanti× ha costruito un’identità riconoscibile: diretto, emotivo, allergico ai filtri. Tra il 2023 e il 2025 arrivano “Cado In Piedi”, distribuito da Visory Records, “Alla Fine” e “Mai Come Voi”, brano ispirato alle manifestazioni per la pace in Palestina. Un percorso che alterna introspezione e sguardo sul mondo, sempre con il cuore in mano e l’amplificatore acceso.
Con “Milano Chiama” la città diventa spazio di passaggio. I problemi restano sospesi come cartelloni pubblicitari illuminati nella notte, mentre la musica si trasforma nell’unica direzione possibile. Non c’è una soluzione, ma c’è un’urgenza. E nel pop punk, a volte, è tutto ciò che serve.


 
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https://www.tiktok.com/@hellsanti