Dalle gelide terre punk di Skaraborg, culla di nomi sacri come Wolfbrigade, Asta Kask e Anti Cimex, arriva un disco che non bussa alla porta. La sfonda.
Il 30 gennaio 2026 è uscito “Dödsbringaren”, primo album dei Bödel, ed è un concentrato di furia crust che sembra registrato mentre il mondo sta crollando dietro il vetro della regia.
Al centro della detonazione c’è Leya, 19 anni, una presenza vocale che non si limita a urlare. Sembra emettere sentenze. Le sue scream sono lame incandescenti che attraversano un suono sporco, massiccio e senza compromessi. Al suo fianco una formazione che puzza di storia dell’underground svedese:
Arvid (The Crown, Deny) alla chitarra e voce,
Henke (Pastoratet, The Liptones, Vänsternäven) al basso e voce,
Micke (The Crown, Adept, Impious) alla batteria.
Non una band assemblata. Una squadra d’assalto.
Musicalmente i Bödel prendono l’energia dell’old-school crust e dell’hardcore più primitivo e la trascinano in uno scenario apocalittico. I brani sono brevi, nervosi, affilati, con riff che macinano come cingoli e una sezione ritmica che corre come se avesse qualcosa alle calcagna. Il risultato sono 12 tracce in 25 minuti che non concedono respiro, solo impatto.
La produzione è affidata a Jocke Rydbjer dei Wolfbrigade, nome che da solo garantisce spessore, potenza e quella pasta sonora ruvida ma leggibile che fa vibrare ogni colpo di rullante nello stomaco.
Il primo singolo, “Domare och bödel”, ha già fatto capire l’aria che tira: nessuna nostalgia sterile, ma tradizione crust usata come arma viva.
La versione CD è una chicca per chi ama avere tutto nero su bianco: oltre all’album include anche le precedenti uscite della band tra singoli ed EP, per un totale di 23 pezzi. Un piccolo archivio di devastazione.
Non è un caso se Aftonbladet li ha definiti “il futuro più interessante del punk svedese”. I Bödel non suonano come un revival, ma come una generazione che ha ereditato le macerie e ha deciso di usarle per costruire barricate sonore.
Per chi mastica nomi come Wolfbrigade, Disfear, Doom, Anti Cimex, Napalm Death, Nausea, questo disco è un richiamo diretto. Per tutti gli altri, è un ottimo modo per capire come suona il punk quando smette di fare il nostalgico e torna a fare paura.
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Bandcamp: https://bodel.bandcamp.com/
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