giovedì 12 febbraio 2026

Plastic Lung: “DEMO1 (electric therapy)” è una scossa post punk che arriva da Campobasso


Certe demo non chiedono permesso. Entrano nella stanza, rovesciano le sedie e ti fissano negli occhi. “DEMO1 (electric therapy)”, primo lavoro dei Plastic Lung, appartiene a questa categoria: un biglietto da visita ruvido, nervoso, completamente autoprodotto e orgogliosamente DIY.


Nati a Campobasso nel 2025, i Plastic Lung sono un power trio formato da Piergiorgio ed Angelo, già nei Blind Ride, insieme a Domenico. Tre musicisti che scelgono di ripartire dall’essenziale: chitarra, basso, batteria e un’urgenza che pulsa sotto pelle. Il loro suono è un post punk veloce e frenetico, con innesti post hardcore che trasformano ogni brano in una corsa contro qualcosa. O forse contro qualcuno. Più probabilmente contro sé stessi.


DEMO1 (electric therapy)”, pubblicato lo scorso 9 gennaio su Bandcamp, YouTube e Soundcloud, è un lavoro asciutto ma tutt’altro che minimale. Le tracce alternano scatti quasi schizofrenici a momenti più cupi e drammatici, dove la tensione si fa densa e sembra respirare a fatica. Il titolo non è casuale: qui l’energia non è solo elettrica, è terapeutica nel senso più brutale del termine. Una terapia d’urto che non addolcisce nulla, ma ti costringe a sentire tutto.
Le chitarre graffiano con linee taglienti e nervose, la sezione ritmica è serrata, spesso incalzante, capace di creare un senso di costante instabilità. La voce si muove tra disperazione e rabbia trattenuta, senza mai scivolare nella posa. C’è una componente emotiva forte, quasi febbrile, che rende il progetto credibile e urgente.
Interessante anche la scelta distributiva: niente piattaforme mainstream, solo canali diretti e qualche copia CD stampata in totale autonomia. Una decisione coerente con l’attitudine della band, che sembra voler costruire il proprio percorso passo dopo passo, lontano da filtri e compromessi.

“DEMO1 (electric therapy)” non è un punto di arrivo, ma un detonatore. Un primo capitolo che mostra chiaramente le coordinate sonore dei Plastic Lung e lascia intravedere margini di evoluzione importanti. Se questo è l’inizio, Campobasso potrebbe aver appena acceso una nuova miccia nel sottobosco post punk italiano.
Per chi ama sonorità tese, nervose e senza anestesia, l’ascolto è consigliato. E possibilmente a volume alto.

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