C’è un momento preciso in cui il rumore smette di essere sottofondo e diventa allarme. Con “ARIA”, il nuovo singolo di Ændriu, quel momento arriva senza bussare: è un pugno lucido, una presa di posizione che non cerca scorciatoie né metafore comode.
Il brano affronta frontalmente il tema della violenza e dell’abuso di potere, puntando il dito contro le derive autoritarie che, anche nei sistemi democratici più consolidati, si insinuano come crepe nell’asfalto. In questo scenario, la repressione diventa linguaggio istituzionale, la forza si traveste da ordine e il dissenso viene trattato come un’anomalia da correggere.
“ARIA” racconta la perdita di libertà come una sottrazione progressiva di spazio vitale. Non è solo una questione politica, è una questione fisica: protestare, dissentire, non allinearsi può significare trovarsi davanti alla stessa risposta, sempre più brutale, fino a togliere ciò che è essenziale. Il respiro. L’aria. Una parola semplice che diventa simbolo primordiale, quasi biologico. Senza aria non si canta, non si urla, non si vive.
Il testo denuncia un modello sociale in cui gli interessi economici e privati sovrastano il bene collettivo, dove il potere si costruisce scudi legislativi su misura e usa la forza come deterrente. Ma il brano non si esaurisce nella rabbia. Dentro la tensione c’è una scintilla di resistenza: l’idea che il silenzio non sia l’unica opzione, che l’unione possa diventare vento contrario, che prima o poi ciò che opprime venga respinto.
Dal punto di vista sonoro, “ARIA” è coerente con la filosofia DIY che da sempre accompagna il progetto Ændriu: diretto, urgente, senza sovrastrutture decorative. Il singolo è stato registrato agli Attitude Studio di Milano da Gianluca Veronal e Alessandro Strada, mixato e masterizzato da Veronal e prodotto da Andrea Botti. Attorno a lui si muove una band solida: Marco Ruggiero alla batteria, Riccardo Ruggiero al basso e Luca Pupino alle chitarre.
Andrea Botti, mente e cuore del progetto, porta con sé un percorso che affonda le radici negli anni Novanta dell’underground milanese. Dalle collaborazioni con i Norelax ai tour europei, fino all’ingresso nei Punkreas nel 2014, la sua traiettoria è quella di chi ha attraversato palchi e retroscena con la stessa intensità.
Parallelamente, ha costruito una carriera dietro le quinte come fonico, tour manager e direttore di produzione, lavorando con artisti come Subsonica, Niccolò Fabi e Baustelle. Un doppio sguardo che rende la sua scrittura ancora più consapevole.
Dopo “Vuoto” del 2025, un’esplosione compatta di ferocia e melodia, “ARIA” conferma la capacità di Ændriu di trasformare osservazione sociale e inquietudine in materia sonora viva, pulsante. Non è un brano che cerca approvazione, ma ascolto attivo. Non chiede consenso, chiede presenza.
In un tempo in cui l’aria sembra rarefatta, Ændriu sceglie di alzare il volume. E ricordare che respirare, oggi, può essere già un atto politico.
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