Certe canzoni non si ascoltano. Si attraversano, come corridoi stretti con le pareti che respirano. “Heii! Fratello” degli HiThanks è uno di quei luoghi sonori dove l’aria pesa, i pensieri fanno eco e il silenzio ha un nome preciso che nessuno riesce a pronunciare senza rompersi dentro.
Il brano nasce dal dolore della perdita, ma non sceglie la strada della commemorazione. Qui non c’è accettazione, non c’è pace. C’è la ricerca. Ostinata, logorante, quasi febbrile. La scomparsa di un fratello diventa il centro gravitazionale di tutto, ma il racconto si allarga fino a farsi esperienza collettiva. Chiunque abbia inseguito un’assenza conosce quella sensazione di camminare senza avanzare davvero.
La frase “Forse è troppo tempo, troppi passi spesi già” fotografa una stanchezza emotiva che non è resa, è consumo. Il dolore si attacca addosso “come fango nelle mani”, e il protagonista resta bloccato in uno spazio mentale sospeso tra memoria e negazione. Il tempo passa, ma non svolge il suo presunto lavoro di guarigione. Qui il tempo è solo un contatore che gira a vuoto.
Claustrofobia sonora, nervi scoperti
Musicalmente, gli HiThanks costruiscono una gabbia che pulsa. Le melodie si muovono in una tensione costante, nervosa, pronta a esplodere. Le aperture aggressive non liberano, anzi stringono di più, come se ogni scatto di rabbia fosse un tentativo fallito di rompere un vetro troppo spesso. Non c’è vera quiete, non c’è ossigeno gratuito.
Il risultato è una claustrofobia sonora lucida, controllata, dove fragilità e furia si alternano senza mai annullarsi. È il suono di una mente che non trova uscita e continua a girare nello stesso punto, consumando ricordi fino a renderli quasi irreali.
Il ritornello “Dimmi dove sei, io ti sto cercando” funziona come un mantra spezzato. È semplice, diretto, disarmante. Ripetuto, perde la forma della frase e diventa grido, richiesta, eco nella nebbia. Le immagini delle “voci nella nebbia” e dei ricordi come “un castello appeso in aria” spingono il brano in una dimensione onirica e disturbante, dove realtà e proiezione mentale si confondono fino a trasformare la ricerca in un loop emotivo che non trova fine.
Dal brano al cinema
Non è un caso che “Heii! Fratello” sia stato scelto come tema principale del film “I’m Still There”, diretto da Daniel Lama. Il pezzo non si limita ad accompagnare le immagini, le attraversa come una voce interiore. È il suono di chi resta, di chi non riesce a chiudere la ferita e continua a cercare un segno, anche quando tutto suggerisce il contrario.
L’uscita del singolo sarà sostenuta da una campagna radio e social, ma il cuore del progetto resta qui, in questa immersione emotiva totale. Non è un brano che chiede ascolti distratti. Chiede presenza.
Il percorso degli HiThanks
Nati nel 2015 dall’incontro tra amici con un passato nell’underground, gli HiThanks trovano la line up definitiva nel 2019 e iniziano a costruire una traiettoria sempre più solida. Dopo il periodo in studio durante la pandemia, nel 2022 firmano con Sorry Mom!, pubblicano il singolo “113 Passi” e poi l’album “Petricore”, che li porta sui palchi di alcuni dei club rock più noti in Italia e al BayFest 2023 accanto a nomi come Pennywise e Good Riddance.
Tra 2023 e 2024 arrivano i singoli “Iceberg” e “Solo un Attimo”, mentre il 2025 segna una svolta con l’ingresso nel roster Lunaz Records e l’uscita di “Un lungo Viaggio”. “Heii! Fratello” rappresenta un ulteriore passo in avanti, più scuro, più interiore, più rischioso.
Le loro radici affondano tra post hardcore, alternative rock e attitudine punk, con riferimenti che vanno da Thrice a Refused, da No Use For A Name ai Foo Fighters, ma sempre filtrati da una scrittura in italiano che punta dritta allo stomaco.
Non solo una canzone
“Heii! Fratello” è uno stato emotivo tradotto in suono. Un posto buio, sì, ma onesto. Uno di quei pezzi che non offrono soluzioni, solo verità scomode e domande che restano aperte. E a volte, è proprio lì che la musica diventa necessaria.
HiThanks sono:
Gabriele Festa – voce, chitarra
Daniel Pasini – basso, cori
Simone Tobanelli – chitarra, cori
Stefano Frigoli – batteria
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