Ci sono brani che nascono da un dettaglio fisico e finiscono per raccontare qualcosa di molto più grande. Deserto, il nuovo singolo degli ZONA, parte da una condizione concreta e limitante e la trasforma in una metafora che scava a fondo, lasciando addosso una sensazione di arsura emotiva difficile da ignorare.
Il testo prende forma dall’impossibilità di respirare correttamente attraverso il naso, una situazione che porta con sé insonnia, perdita di olfatto e gusto, una sete costante e una percezione alterata del corpo. Da qui si apre uno spazio simbolico potente: un deserto interiore fatto di affaticamento, isolamento e disagio, dove anche un atto primordiale come respirare diventa una lotta quotidiana. Non c’è autocommiserazione, ma una lucidità cruda che rende il racconto universale e immediatamente riconoscibile.
Sul piano musicale, gli ZONA costruiscono Deserto come se fosse una colonna sonora distorta. Le suggestioni ampie e quasi cinematografiche, che richiamano certe atmosfere di Ennio Morricone, si intrecciano con un hardcore duro, compatto, senza fronzoli. Il contrasto tra spazi aperti e impatto frontale è netto e funziona proprio perché non cerca compromessi: da una parte l’immaginazione, dall’altra la realtà che colpisce allo stomaco.
Il risultato è un brano viscerale, che suona ruvido ma lascia respirare le immagini, muovendosi su territori che possono parlare agli ascoltatori di Refused, Biohazard ed Entombed, pur mantenendo un’identità ben riconoscibile. Deserto non è solo una canzone, ma uno stato mentale messo in musica.
Il singolo è accompagnato da un videoclip diretto da Maurizio del Piccolo, che traduce visivamente il senso di isolamento e disagio al centro del brano.
Gli ZONA nascono a Vigevano (PV) alla fine del 1994, fondati dal chitarrista Francesco Capasso (aka Killa) e dal frontman Diego Quartara. Fin dagli esordi definiscono un sound che mescola hardcore e crossover, con testi diretti in italiano, condividendo il palco con artisti internazionali e suonando come headliner in tutta Italia. Tra il 1994 e il 2000 pubblicano due album in studio, un live e partecipano a numerose compilation, diventando una realtà solida della scena nazionale.
Dopo una lunga pausa durata circa vent’anni, la band torna con una nuova formazione che include Marco Di Salvia alla batteria e Luigi Modugno (Lo Slavo) al basso. Il ritorno prende forma con Anormalità nel 2020, seguito da una serie di singoli pubblicati tra il 2024 e il 2025, tutti accompagnati da videoclip firmati da Maurizio del Piccolo e registrati presso gli Ivory Tears Music Works Studio. Nell’agosto 2025 arriva la firma con il management Sorry Mom! e l’annuncio di un nuovo lavoro discografico previsto per marzo 2026.
Nel frattempo, Deserto è fuori ora e rappresenta un altro tassello importante di questo nuovo corso: diretto, intenso, e capace di trasformare il disagio in racconto condiviso.
Guarda il videoclip di Deserto:
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