giovedì 5 febbraio 2026

HiThanks – “Heii! Fratello”: il suono dell’assenza, dal brano al cinema


Certe canzoni non si ascoltano. Si attraversano, come corridoi stretti con le pareti che respirano. “Heii! Fratello” degli HiThanks è uno di quei luoghi sonori dove l’aria pesa, i pensieri fanno eco e il silenzio ha un nome preciso che nessuno riesce a pronunciare senza rompersi dentro.
Il brano nasce dal dolore della perdita, ma non sceglie la strada della commemorazione. Qui non c’è accettazione, non c’è pace. C’è la ricerca. Ostinata, logorante, quasi febbrile. La scomparsa di un fratello diventa il centro gravitazionale di tutto, ma il racconto si allarga fino a farsi esperienza collettiva. Chiunque abbia inseguito un’assenza conosce quella sensazione di camminare senza avanzare davvero.

La frase “Forse è troppo tempo, troppi passi spesi già” fotografa una stanchezza emotiva che non è resa, è consumo. Il dolore si attacca addosso “come fango nelle mani”, e il protagonista resta bloccato in uno spazio mentale sospeso tra memoria e negazione. Il tempo passa, ma non svolge il suo presunto lavoro di guarigione. Qui il tempo è solo un contatore che gira a vuoto.

Claustrofobia sonora, nervi scoperti
Musicalmente, gli HiThanks costruiscono una gabbia che pulsa. Le melodie si muovono in una tensione costante, nervosa, pronta a esplodere. Le aperture aggressive non liberano, anzi stringono di più, come se ogni scatto di rabbia fosse un tentativo fallito di rompere un vetro troppo spesso. Non c’è vera quiete, non c’è ossigeno gratuito.

Il risultato è una claustrofobia sonora lucida, controllata, dove fragilità e furia si alternano senza mai annullarsi. È il suono di una mente che non trova uscita e continua a girare nello stesso punto, consumando ricordi fino a renderli quasi irreali.

Il ritornello “Dimmi dove sei, io ti sto cercando” funziona come un mantra spezzato. È semplice, diretto, disarmante. Ripetuto, perde la forma della frase e diventa grido, richiesta, eco nella nebbia. Le immagini delle “voci nella nebbia” e dei ricordi come “un castello appeso in aria” spingono il brano in una dimensione onirica e disturbante, dove realtà e proiezione mentale si confondono fino a trasformare la ricerca in un loop emotivo che non trova fine.

Dal brano al cinema
Non è un caso che “Heii! Fratello” sia stato scelto come tema principale del film “I’m Still There”, diretto da Daniel Lama. Il pezzo non si limita ad accompagnare le immagini, le attraversa come una voce interiore. È il suono di chi resta, di chi non riesce a chiudere la ferita e continua a cercare un segno, anche quando tutto suggerisce il contrario.
L’uscita del singolo sarà sostenuta da una campagna radio e social, ma il cuore del progetto resta qui, in questa immersione emotiva totale. Non è un brano che chiede ascolti distratti. Chiede presenza.
Il percorso degli HiThanks
Nati nel 2015 dall’incontro tra amici con un passato nell’underground, gli HiThanks trovano la line up definitiva nel 2019 e iniziano a costruire una traiettoria sempre più solida. Dopo il periodo in studio durante la pandemia, nel 2022 firmano con Sorry Mom!, pubblicano il singolo “113 Passi” e poi l’album “Petricore”, che li porta sui palchi di alcuni dei club rock più noti in Italia e al BayFest 2023 accanto a nomi come Pennywise e Good Riddance.
Tra 2023 e 2024 arrivano i singoli “Iceberg” e “Solo un Attimo”, mentre il 2025 segna una svolta con l’ingresso nel roster Lunaz Records e l’uscita di “Un lungo Viaggio”. “Heii! Fratello” rappresenta un ulteriore passo in avanti, più scuro, più interiore, più rischioso.


Le loro radici affondano tra post hardcore, alternative rock e attitudine punk, con riferimenti che vanno da Thrice a Refused, da No Use For A Name ai Foo Fighters, ma sempre filtrati da una scrittura in italiano che punta dritta allo stomaco.

Non solo una canzone
“Heii! Fratello” è uno stato emotivo tradotto in suono. Un posto buio, sì, ma onesto. Uno di quei pezzi che non offrono soluzioni, solo verità scomode e domande che restano aperte. E a volte, è proprio lì che la musica diventa necessaria.

HiThanks sono:
Gabriele Festa – voce, chitarra
Daniel Pasini – basso, cori
Simone Tobanelli – chitarra, cori
Stefano Frigoli – batteria

Mother Giraffe, “Stab Fight” è il primo estratto dal nuovo album in arrivo


Dalla lava dell’Etna non escono solo colate incandescenti, ma anche suoni che graffiano come artigli nella notte. I Mother Giraffe, band crank-wave da Catania, aprono il 2026 con “Stab Fight”, primo singolo estratto dal debut album “Food is a Necessity”.
Stab Fight” è un biglietto da visita che non chiede permesso. Parte teso, nervoso, e si muove in quel territorio dove post-punk, noise e derive psichedeliche si guardano storto in una stanza troppo piccola. Le chitarre non accarezzano, incidono. La sezione ritmica pulsa come un istinto primordiale che bussa alla gabbia toracica, mentre la voce sembra raccontare una lotta che è fisica e mentale insieme. Il risultato è un brano che anticipa in pieno l’identità sonora e tematica del disco.
Food is a Necessity” sarà composto da nove tracce e ruota attorno a ossessione e alienazione nella vita moderna. Non una riflessione fredda, ma un’immersione nei lati più cupi dell’essere umano, letti attraverso una lente quasi ferina. La band richiama infatti l’immaginario della violenza primordiale della savana, trasformandolo in paesaggio sonoro. Non è una giungla esotica da cartolina, ma un habitat emotivo dove sopravvivenza, impulso e disagio urbano si fondono. I suoni sono sporchi, invadenti, strutturati in trame severe che a tratti si deformano in spirali psichedeliche, trascinando l’ascoltatore in qualcosa di disturbante proprio perché familiare.
Il singolo è accompagnato anche da un video che amplifica questa tensione visiva e concettuale, rafforzando l’impatto di un progetto che sembra voler colpire sia lo stomaco che la testa.
L’attività live è parte vitale del mondo Mother Giraffe. La band è attiva e pronta a portare questa energia su palco, oltre a essere disponibile per interviste, sessioni radio e approfondimenti. Se “Stab Fight” è l’assaggio, “Food is a Necessity” promette un pasto sonoro che non lascia comodi né puliti.





mercoledì 4 febbraio 2026

NAKED RUN - “50 SPECIAL” La hit dei Lùnapop diventa Punk Rock


I Naked Run tornano a sorprendere con un’operazione musicale che unisce rispetto, energia e una buona dose di adrenalina: la loro nuova release è una reinterpretazione punk rock di “50 Special”, l’iconico brano dei Lùnapop che ha segnato un’intera generazione alla fine degli anni ’90.

Pubblicata originariamente nel 1999 e diventata in breve tempo un simbolo della spensieratezza adolescenziale, la canzone scritta da Cesare Cremonini è oggi un classico della cultura pop italiana. I Naked Run, fan dichiarati dell’artista e del pezzo, hanno scelto di renderle omaggio portandola nel loro territorio naturale: quello delle chitarre distorte, dei ritmi serrati e dell’attitudine diretta tipica del punk rock.

La band aveva già proposto più volte la cover durante i propri live, riscuotendo ogni volta un entusiasmo crescente. Proprio da quella risposta calorosa è nata l’idea di registrare una versione ufficiale: un modo per condividere con il pubblico l’energia che il brano sprigiona quando viene suonato con un’impronta più aggressiva e contemporanea.

Per i Naked Run, “50 Special” non è solo una canzone da reinterpretare, ma un pezzo di storia personale e collettiva. La loro versione punta a mantenere intatto lo spirito originale, amplificandone però la carica emotiva attraverso un sound più ruvido e veloce.

Questa nuova veste punk rock rappresenta un incontro tra passato e presente:  
- nostalgia, perché richiama un periodo musicale che ha lasciato un segno indelebile;  
- potenza sonora, perché la band rilegge il brano con un linguaggio moderno, deciso e senza fronzoli.

Il risultato è una cover che non tradisce I Naked Run tornano a sorprendere con un’operazione musicale che unisce rispetto, energia e una buona dose di adrenalina: la loro nuova release è una reinterpretazione punk rock di “50 Special”, l’iconico brano dei Lùnapop che ha segnato un’intera generazione alla fine degli anni ’90.

Pubblicata originariamente nel 1999 e diventata in breve tempo un simbolo della spensieratezza adolescenziale, la canzone scritta da Cesare Cremonini è oggi un classico della cultura pop italiana. I Naked Run, fan dichiarati dell’artista e del pezzo, hanno scelto di renderle omaggio portandola nel loro territorio naturale: quello delle chitarre distorte, dei ritmi serrati e dell’attitudine diretta tipica del punk rock.

La band aveva già proposto più volte la cover durante i propri live, riscuotendo ogni volta un entusiasmo crescente. Proprio da quella risposta calorosa è nata l’idea di registrare una versione ufficiale: un modo per condividere con il pubblico l’energia che il brano sprigiona quando viene suonato con un’impronta più aggressiva e contemporanea.

Per i Naked Run, “50 Special” non è solo una canzone da reinterpretare, ma un pezzo di storia personale e collettiva. La loro versione punta a mantenere intatto lo spirito originale, amplificandone però la carica emotiva attraverso un sound più ruvido e veloce.

Nostalgia e potenza sonora

Questa nuova veste punk rock rappresenta un incontro tra passato e presente:  
- nostalgia, perché richiama un periodo musicale che ha lasciato un segno indelebile;  
- potenza sonora, perché la band rilegge il brano con un linguaggio moderno, deciso e senza fronzoli.

Il risultato è una cover che non tradisce l’essenza della hit dei Lùnapop, ma la rilancia con un’energia fresca, capace di parlare sia ai fan storici sia alle nuove generazioni. della hit dei Lùnapop, ma la rilancia con un’energia fresca, capace di parlare sia ai fan storici sia alle nuove generazioni.


ASCOLTA "50 SPECIAL”!






martedì 3 febbraio 2026

GAOXING – “UNBREAKABLE”: hardcore senza freni, senza scuse


Gli GAOXING, hardcore band di Ferrara, sganciano “UNBREAKABLE”, un EP che non chiede permesso e non cerca approvazione. È fuori ora su tutte le piattaforme digitali e suona esattamente come promette il titolo: duro, compatto, indistruttibile.
Dopo aver aperto la strada con il singolo e title track “Unbreakable”, la band pubblica un lavoro breve ma devastante, una scarica concentrata di aggressività pura dove hardcore tradizionale e breakdown metallici si stringono la mano… per poi usarla per colpire.
Qui dentro non c’è spazio per riempitivi.
Riff pesanti, batteria che martella come una pressa industriale e voci viscerali costruiscono un muro sonoro denso, moderno, ma con le radici ben piantate nella cultura hardcore più ruvida. La produzione è pulita quanto basta per esaltare ogni colpo, ma mantiene quella grana sporca che fa sentire il sudore sul pavimento del pit.
Dal punto di vista lirico, UNBREAKABLE è un manifesto di resistenza. Si parla di pressione, conflitti interiori, cadute e della scelta consapevole di non piegarsi. Nessun vittimismo, solo denti stretti e sguardo in avanti. È la colonna sonora di chi resta in piedi quando sarebbe più facile crollare.
Il suono compatto e letale dell’EP porta la firma di Riccardo Daga al Titans Lab Recording Studio di Ferrara, garanzia di potenza, definizione e impatto. Ogni brano colpisce diretto, senza dispersioni, come una sequenza di pugni ben assestati.
Pubblicato da Too Loud Records, questo lavoro segna un passo deciso per gli GAOXING, che si confermano tra le realtà più aggressive e determinate dell’attuale scena hardcore italiana. Nessuna rincorsa alle mode, solo attitudine e sostanza.


FFO: Hardcore, Metallic Hardcore, Beatdown
Etichetta: Too Loud Records
Studio: Titans Lab Recording Studio – Ferrara
Produzione: Riccardo Daga

UNBREAKABLE non è un titolo ad effetto. È una dichiarazione di guerra.

Ascolta "Unbreakable 

Richard B. Lewis rilancia “Lies”: quando un EP rinasce e cambia pelle


Ci sono dischi che non invecchiano, si nascondono. Restano lì, come fotografie infilate in un libro dimenticato, pronte a riemergere con colori nuovi. Lies di Richard B. Lewis è esattamente questo tipo di creatura sonora, e nel 2026 torna a respirare con una veste finalmente all’altezza della sua anima.

Karma Field Records pubblica la prima edizione digitale ufficiale dell’EP uscito originariamente nel 2018, riportandolo alla luce con nuovo master e booklet completamente ricostruito. Non si tratta di una semplice ristampa, ma di una vera operazione di restauro emotivo e sonoro: frequenze più bilanciate, profondità ritrovata, dettagli che ora emergono con una nitidezza prima solo intuibile.
Il risultato restituisce l’essenza più autentica del progetto, incorniciata da una nuova identità visiva perfettamente in linea con l’estetica di Karma Field Records. Allo stesso tempo, questa uscita segna il debutto ufficiale di Richard B. Lewis nel catalogo dell’etichetta, che continua a costruire un percorso coerente attorno a produzioni indipendenti dal forte carattere personale, intimo e sperimentale.

Musicalmente, Lies è un territorio sospeso. Le radici punk e rock di Lewis non spariscono, ma si trasformano in una scrittura più rarefatta e confidenziale. Le chitarre non cercano lo scontro, lavorano di atmosfera. Le coordinate si muovono tra folk ombroso e sfumature psichedeliche, con una tensione emotiva che resta costante, trattenuta, viva sotto la superficie.

Disponibile dal 30 gennaio 2026 su tutte le principali piattaforme digitali, l’EP include un libretto digitale realizzato in collaborazione con Karma Field Records, pensato come estensione visiva del mondo interiore che attraversa i brani. Per i collezionisti, Lies è disponibile anche in formato 45 giri, acquistabile tramite Bandcamp, sia dalla pagina dell’etichetta che da quella ufficiale dell’artista. Un’uscita che unisce dimensione digitale e resistenza analogica, senza perdere coerenza estetica.


Richard B. Lewis non è un nome nato ieri. Chitarrista attivo da anni nella scena punk e rock italiana, ha attraversato stagioni e suoni militando in band come Black Dolls, Anarcotici e In My June, muovendosi dentro le pieghe dell’indipendenza dagli anni Novanta in poi.
Nel 2016 apre un capitolo solista che sposta il baricentro verso territori folk e rock psichedelici, pubblicando City of Soul e portando la propria musica su palchi in Italia e all’estero. Lies arriva nel 2018, registrato ai Lesder Studio e prodotto da Tommaso Mantelli, e rappresenta uno snodo importante di questa trasformazione artistica.
Parallelamente, l’incontro con Fabio Zigante lo porta a collaborare in progetti come Miss XoX, El Funeral De Kocis, XX Century Zorro e Cape Canaveral Polaroid, ampliando ulteriormente il suo linguaggio musicale. La ricerca prosegue con Introspect, album in home recording pubblicato da St.An.Da. Records, seguito da Blue Horizon (2022), Voices (2023) e la tape Leave Around (2024), lavori che spingono sempre più verso una dimensione sperimentale e introspettiva.

Dal 2025, come ulteriore deviazione nel suo percorso, Lewis suona anche con i Pentakolo, formazione death/thrash metal del bellunese. Un tragitto che rifiuta le corsie comode e preferisce le strade laterali, dove ogni curva porta a un suono diverso.

Crediti
Testi e musiche: Richard B. Lewis
Registrazione e mix: Tommaso Mantelli
Nuovo master 2026: Karma Field Records
Art direction e layout: Karma Field Records
Lies non è solo un ritorno. È il momento in cui un lavoro intimo trova finalmente la luce giusta per farsi ascoltare fino in fondo.

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Richard B. Lewis 

domenica 1 febbraio 2026

NEWT. (con membri di Antares, ED e Marnero) annunciano l’esordio “Voider”: fuori ora il singolo “Acetoned”


C’è un punto preciso nello spazio dove polvere, distorsione e melodia si incontrano e iniziano a vibrare come un amplificatore lasciato acceso tutta la notte. È lì che nascono i Newt., nuova creatura bolognese con dentro pezzi di Antares, ED e Marnero, che oggi accende ufficialmente i motori con “Acetoned”, primo singolo estratto dal debut album “Voider”, in uscita il 27 febbraio 2026 per Ostia Records.

Acetoned” è già disponibile in streaming su Bandcamp e funziona come un biglietto da visita chiarissimo: chitarre che graffiano, sezione ritmica che spinge compatta e una tensione melodica sempre pronta a emergere dal rumore, come una linea di luce che filtra tra le crepe del cemento. Non è revival, è combustione controllata.

Le coordinate sonore della band affondano dritte nel cuore degli anni ’90, ma senza odore di naftalina. Pixies, Melvins, Tad, Mudhoney, Nirvana, Motorpsycho sono riferimenti dichiarati, ma più come DNA che come stampino. Il risultato è un impasto eterogeneo che tiene insieme potenza e immediatezza, abrasività e forma canzone, dentro un’estetica analogica, ruvida, senza filtri. 

A chiudere il cerchio c’è un nome che pesa come un marchio a fuoco: il mastering di “Voider” è firmato Jack Endino, figura simbolo di quella stagione sonora, già al lavoro con Nirvana e Mudhoney.

Dietro c’è anche una visione precisa. 

I Newt. sembrano partire da un’idea tanto romantica quanto combattiva: che il 1993 sia stato l’ultimo anno davvero felice del rock alternativo e che “Aliens” resti un picco insuperato nel cinema. Con “Voider” provano a costruire un ponte tra quel passato e l’oggi, rielaborando un’eredità sonora riconoscibile in una forma personale e attuale, capace di restare viva, urgente, fisica.

BIO
I Newt. nascono nel 2024 tra Bologna e Gradara dall’incontro di quattro musicisti con esperienze consolidate nella scena italiana (Antares, ED, Marnero). Il progetto sviluppa un suono diretto e analogico, radicato nel rock alternativo e noise dei ’90, riletto attraverso una scrittura essenziale, abrasiva e contemporanea. “Voider” (2026, Ostia Records) è il loro album d’esordio.

Ascolta 'Acetoned':

Guarda il video di 'Acetoned':


LINK

Dalla Svezia con furia Crust ecco “Dödsbringaren” il primo album dei Bödel


Dalle gelide terre punk di Skaraborg, culla di nomi sacri come Wolfbrigade, Asta Kask e Anti Cimex, arriva un disco che non bussa alla porta. La sfonda.
Il 30 gennaio 2026 è uscito “Dödsbringaren”, primo album dei Bödel, ed è un concentrato di furia crust che sembra registrato mentre il mondo sta crollando dietro il vetro della regia.
Al centro della detonazione c’è Leya, 19 anni, una presenza vocale che non si limita a urlare. Sembra emettere sentenze. Le sue scream sono lame incandescenti che attraversano un suono sporco, massiccio e senza compromessi. Al suo fianco una formazione che puzza di storia dell’underground svedese:
Arvid (The Crown, Deny) alla chitarra e voce,
Henke (Pastoratet, The Liptones, Vänsternäven) al basso e voce,
Micke (The Crown, Adept, Impious) alla batteria.


Non una band assemblata. Una squadra d’assalto.
Musicalmente i Bödel prendono l’energia dell’old-school crust e dell’hardcore più primitivo e la trascinano in uno scenario apocalittico. I brani sono brevi, nervosi, affilati, con riff che macinano come cingoli e una sezione ritmica che corre come se avesse qualcosa alle calcagna. Il risultato sono 12 tracce in 25 minuti che non concedono respiro, solo impatto.

La produzione è affidata a Jocke Rydbjer dei Wolfbrigade, nome che da solo garantisce spessore, potenza e quella pasta sonora ruvida ma leggibile che fa vibrare ogni colpo di rullante nello stomaco. 
Il primo singolo, “Domare och bödel”, ha già fatto capire l’aria che tira: nessuna nostalgia sterile, ma tradizione crust usata come arma viva.

La versione CD è una chicca per chi ama avere tutto nero su bianco: oltre all’album include anche le precedenti uscite della band tra singoli ed EP, per un totale di 23 pezzi. Un piccolo archivio di devastazione.
Non è un caso se Aftonbladet li ha definiti “il futuro più interessante del punk svedese”. I Bödel non suonano come un revival, ma come una generazione che ha ereditato le macerie e ha deciso di usarle per costruire barricate sonore.

Per chi mastica nomi come Wolfbrigade, Disfear, Doom, Anti Cimex, Napalm Death, Nausea, questo disco è un richiamo diretto. Per tutti gli altri, è un ottimo modo per capire come suona il punk quando smette di fare il nostalgico e torna a fare paura.

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venerdì 30 gennaio 2026

RETRY (con membri di Derozer e Melt) – “Senza fretta” è il tempo giusto per ricominciare


Dalla provincia del Nordest arriva una voce che non ha più bisogno di correre. Si chiama RETRY ed è il nuovo power trio formato da Mauro (Derozer), Teo (Melt, Pyjamarama) e Greg, musicisti che hanno attraversato anni di palco, chilometri e cambi di pelle. Il loro primo singolo, “Senza fretta”, in uscita venerdì 30 gennaio 2026, è un debutto che suona come una presa di coscienza collettiva, prima ancora che come una semplice canzone.


Nati a Vicenza nel 2025, i RETRY mettono insieme storie personali e percorsi musicali diversi in un suono essenziale e teso: post punk in italiano, chitarre affilate, basso che spinge in avanti e una batteria precisa, quasi nervosa. L’impatto è diretto, ma sotto la superficie pulsa una componente emotiva che non cerca scorciatoie né soluzioni facili.

Senza fretta” non è una classica canzone d’amore. È piuttosto il ritratto di un legame che resiste quando tutto cambia, quando “non c’è più aria di festa” e la vita assomiglia “al mare in tempesta”. Il brano si muove tra memoria e presente, tra il timore di restare bloccati in un giorno che non si dimentica e la volontà ostinata di ripartire, anche con le cicatrici ancora addosso. Dentro c’è paura, ma anche una frase che pesa come una scelta: “dai, partiamo ancora”.
Il singolo diventa così una vera dichiarazione di intenti. Andare avanti, ma senza inseguire il tempo come se fosse un nemico. Accettare che mentre tutto si trasforma, qualcosa si perda per strada. E riconoscere che va bene così, finché si è ancora qui, insieme, presenti.

Il nome RETRY non è solo un riferimento ironico o tecnologico. È un verbo, un’azione continua, quasi una posizione esistenziale. Dopo altre band e altre vite, questi tre musicisti decidono di rimettersi in gioco con uno sguardo più lucido, meno impulsivo, ma con la stessa urgenza di dire qualcosa di autentico.

Senza fretta” è il primo passo di un percorso che parla di consapevolezza, legami, errori e seconde possibilità. Non per tornare indietro, ma per andare avanti con un peso diverso sulle spalle. Più reale.

RETRY
Mauro – voce, chitarra
Teo – basso, cori
Greg – batteria

Try, try, RETRY.

Ascolta "Senza fretta"

"PARANOID CLOWN" IL NUOVO SINGOLO DEGLI SLUDDER


Il 30 gennaio 2026 segna il ritorno degli Sludder con “Paranoid Clown”, secondo singolo estratto da Arteries, album di debutto atteso per marzo. Dopo Nothing but Strangers, pubblicato lo scorso 13 dicembre, la band continua a costruire il proprio universo sonoro scavando in profondità, ma scegliendo una via obliqua, fatta di contrasti e ambiguità.
A un primo impatto, Paranoid Clown si presenta con una veste sorprendentemente accessibile. Le melodie sono dirette, il ritmo scorre con naturalezza e l’atmosfera richiama suggestioni quasi luminose, dal sapore estivo, con un immaginario che profuma di spazi aperti e orizzonti californiani. Tutto sembra muoversi verso l’esterno, verso l’aria e il sole.
È proprio qui che il brano gioca la sua carta più interessante.
Sotto questa superficie ariosa si muove un testo che va nella direzione opposta. Il centro del pezzo è una mente bloccata in uno stato di paranoia costante, dove ogni gesto quotidiano si carica di un presagio oscuro, come se la normalità potesse spezzarsi da un momento all’altro. Non c’è narrazione lineare né catarsi, solo la ripetizione di una condizione mentale che si avvita su se stessa, sempre uguale, sempre presente.
All’interno di Arteries, Paranoid Clown occupa uno spazio preciso. Se Nothing but Strangers metteva a fuoco la distanza tra le persone, qui lo sguardo si ritrae e si chiude all’interno, su un conflitto senza spettatori. Non è una confessione e non cerca spiegazioni: è l’istantanea di uno stato emotivo sospeso, reiterato all’infinito.
Il singolo è stato registrato, mixato e masterizzato da Carlo Maria Altobelli presso il Toxic Basement Studio, contribuendo a dare forma a quel delicato equilibrio tra immediatezza sonora e tensione sotterranea. Il 30 gennaio uscirà anche il videoclip ufficiale, diretto da Guido Buratti, che accompagna il brano senza illustrarlo in modo didascalico, mantenendo lo stesso filo sottile tra ironia e inquietudine che attraversa la traccia.


Con Paranoid Clown, gli Sludder continuano a definire l’identità di Arteries: un disco che promette di muoversi lungo linee emotive nervose, dove ciò che suona aperto spesso nasconde crepe invisibili sotto la superficie.





giovedì 29 gennaio 2026

Still No One, dallo skatepunk veneto al nuovo singolo “Faith In You”


Nuova benzina ad alto numero di ottani per la scena punk rock italiana: dalla provincia di Padova tornano a farsi sentire gli Still No One, band che guarda dritta alla South Bay di Los Angeles anni ’90 ma con un approccio sonoro decisamente più attuale e personale.
Il loro è skatepunk senza filtri, costruito su voci graffiate, chitarre taglienti e batterie lanciate a tutta velocità, un mix che prova a condensare le diverse influenze dei singoli membri dentro la forma più sincera possibile del punk rock sud-californiano. Non un’operazione nostalgia, ma un linguaggio ancora vivo, usato per raccontare qualcosa che brucia adesso.
Venerdì 30 gennaio 2026 la band pubblica “FAITH IN YOU”, primo di cinque singoli che andranno a comporre il nuovo EP in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che, oltre a definire bene le coordinate stilistiche del gruppo, mette subito in chiaro anche la direzione emotiva del progetto.
Faith In You” parla infatti di un legame di amicizia profondo, di quelli che resistono quando la vita decide di complicarsi sul serio. Il testo si rivolge a un amico che ha attraversato momenti bui, tra depressione e dipendenza, mettendo al centro il valore del supporto reciproco e della presenza costante. La canzone racconta un percorso di rinascita, reso possibile dalla fiducia e dalla vicinanza di chi ha scelto di restare, anche quando sarebbe stato più facile sparire.


Con questo primo singolo gli Still No One uniscono quindi l’impatto diretto dello skatepunk a un contenuto personale e sentito, trasformando velocità e melodie in un messaggio di sostegno concreto. Un avvio che lascia intuire un EP carico di energia, consapevolezza e cuore.

Spaventapassere: fuori il video di “Maremmano”, secondo singolo da Enoclitech


Dopo aver acceso la miccia con il primo estratto, gli Spaventapassere rilanciano con “Maremmano”, nuovo videoclip pubblicato il 27 gennaio, e secondo singolo che anticipa l’uscita del loro prossimo album “Enoclitech”, atteso per il 18 febbraio 2026. Il disco vedrà la luce grazie alla collaborazione tra Arrosti Records, Flamingo Records, Decibel Records e Rumori in Cantina Records — un’alleanza che promette di spingere forte su uno dei nomi più freschi del punk rock italiano.
Il brano è accompagnato da un video diretto da Mattia Zamagni, che traduce in immagini l’energia e il carattere del pezzo, mentre la registrazione è avvenuta al Convolution Studio, garanzia di suono potente e definito. “Maremmano” è già disponibile su tutte le piattaforme digitali, sia in streaming che in download.

Guarda il videoclip “Maremmano”:




Con Enoclitech, la band continua a muoversi lungo coordinate ben riconoscibili: punk rock cantato in italiano, attitudine scanzonata, ironia tagliente e una forte vena melodica. Un mix che non è solo una cifra stilistica, ma un vero e proprio manifesto identitario: gli Spaventapassere raccontano sé stessi e il mondo che li circonda con leggerezza solo apparente, infilando ritornelli che restano in testa e testi che sanno colpire con il sorriso storto tipico del punk più sincero.
Maremmano” si inserisce perfettamente in questo percorso: diretto, immediato, con quell’equilibrio tra cassa dritta, chitarre nervose e linee vocali che ti fanno venire voglia di cantare sotto palco, birra in mano e voce già mezza rotta.
Con l’uscita del disco ormai dietro l’angolo, gli Spaventapassere confermano di essere una band che sa unire attitudine, ironia e songwriting, tenendo viva la tradizione del punk rock italiano senza suonare nostalgica, ma anzi con un piede ben piantato nel presente.

martedì 27 gennaio 2026

Gli Eightynine pubblicano il nuovo singolo “Idle Hands”


Grande ritorno per gli Eightynine, che pubblicano il nuovo singolo “Idle Hands”, un brano che segna il rientro della band trentina nelle coordinate emotive e sonore del pop-punk più sincero e nostalgico.


Idle Hands” è il settimo tassello nato dalla collaborazione a distanza tra Andy Mastele (voce, testi e linee vocali) da Pittsburgh e i musicisti trentini Daniele Durato (chitarra, programmazione, mixing e mastering) e Michael Sutera (chitarra), cuore strumentale e creativo del progetto. Una formula ormai rodata che continua a dimostrare come la distanza geografica non sia un limite, ma parte integrante dell’identità della band.
Il nuovo singolo affonda le mani in una tematica tanto quotidiana quanto dolorosamente reale: la fine di una relazione che non esplode, ma si spegne. Non ci sono tradimenti clamorosi o rotture teatrali, ma silenzi ripetuti, attenzioni mancate e una frenesia di vita usata come alibi, dietro cui si nasconde un disinteresse reciproco mai davvero affrontato. I protagonisti si allontanano poco alla volta, congelando emozioni e possibilità di crescita, finché la consapevolezza della perdita diventa l’unico punto da cui ripartire. Un racconto emotivo che si sposa perfettamente con le atmosfere emo pop-punk, dove malinconia e melodia corrono sulla stessa linea.
Dal punto di vista sonoro, “Idle Hands” è un dichiarato ritorno alle origini: chitarre brillanti, ritmiche dinamiche e melodie vocali cariche di sentimento riportano dritti alla California pop-punk di un quarto di secolo fa, con quell’equilibrio tra energia e vulnerabilità che ha reso immortali certe produzioni dei primi anni 2000.


Il progetto Eightynine nasce nel 2019 dall’incontro tra Michael Sutera e Daniele Durato, musicisti con background differenti ma un amore comune per il pop-punk/punk-rock. Il debutto arriva nell’aprile 2020 con “Hold On”, brano dal classico sapore californiano che definisce fin da subito la direzione stilistica.
Poco dopo, il duo decide di rafforzare l’identità vocale del progetto e coinvolge Andy Mastele, cantante e musicista di Pittsburgh, che entra stabilmente nella formazione. Il primo brano con il trio completo è “Strangers” (2020), una scarica skate-punk accompagnata da videoclip.
Il 2021 è particolarmente prolifico:
“Open Up” mostra un lato più pop-rock,
“Breathless” spinge sull’acceleratore con un tiro che richiama la metà degli anni 2000,
mentre “The Emo Night Before Christmas” chiude l’anno con un medley natalizio rivisitato in chiave punk rock.
Nel 2022 esce “Resolve”, più pesante ma sempre melodico, seguito nel marzo 2023 da “Blacked Out”, punto d’incontro tra punk rock classico e sonorità moderne.
Dopo una pausa creativa, “Idle Hands” segna oggi un nuovo capitolo: un ritorno consapevole alle radici, ma con una maturità emotiva più marcata.
Gli Eightynine continuano così a fondere esperienze e influenze, restando fedeli alla tradizione pop-punk ma con uno sguardo attuale. Tra i loro riferimenti dichiarati troviamo Blink-182, +44, Neck Deep, Sum 41 e Boxcar Racer — coordinate che aiutano a orientarsi, ma che la band rielabora con una propria sensibilità, fatta di melodie accattivanti e introspezione emotiva.
Con “Idle Hands”, gli Eightynine ricordano che a volte non sono le esplosioni a fare più male, ma le cose non dette. E nel pop-punk, certe verità suonano sempre fortissimo.



 


 

Waddafuzz Records presenta Moquette Booking: nuova casa per il booking indipendente


WADDAFUZZ RECORDS annuncia la nascita di Moquette Booking, una nuova realtà che si inserisce nel panorama del booking italiano con un obiettivo chiaro: dare supporto reale e concreto alle band che si muovono nel circuito indipendente.
Moquette Booking non si definisce un’agenzia tradizionale. Alla base del progetto ci sono musicisti, organizzatori e appassionati che hanno deciso di unire esperienze, contatti e competenze per costruire qualcosa di diverso: tour sostenibili, rapporti umani solidi e connessioni autentiche con venue e realtà locali.
L’approccio è dichiaratamente collaborativo e non gerarchico. Niente distanza tra chi organizza e chi suona: si lavora fianco a fianco con gli artisti per aprire porte che spesso, per chi parte dal basso, restano chiuse. Moquette Booking punta ad andare oltre la semplice intermediazione, mettendo sul tavolo strategie concrete, contatti diretti e professionalità, sempre con la musica al centro.
L’indipendenza, qui, non è un genere ma una scelta. Che si parli di indie, punk, folk, elettronica o qualsiasi altra deriva alternativa, quello che conta è l’autenticità del progetto. Moquette Booking si propone come rete orizzontale, dove la professionalità significa essere al servizio di chi la musica la crea, la vive e la porta in giro.
Attualmente sono già diverse le band coinvolte nei tour:


The Post Seasons – con un nuovo disco in uscita a breve

Loneriver – anche per loro nuovo album in arrivo


Un roster che lascia intuire una direzione chiara: suoni alternativi, identità forti e progetti che hanno qualcosa da dire, lontani dalle logiche usa-e-getta.
Per collaborazioni, proposte o anche solo per entrare in contatto con la realtà, Moquette Booking è raggiungibile via mail: moquettebooking@gmail.com

Nuove reti, spirito DIY e voglia di fare le cose in modo umano: Moquette Booking nasce esattamente dove la scena ha più bisogno di strutture così.

lunedì 26 gennaio 2026

TORPEDO MAYER – fuori il singolo “Unser Drummer”

Grande giornata per il punk rock europeo: i TORPEDO MAYER alzano ufficialmente il sipario sul loro debutto con il primo estratto dal disco in arrivo, e lo fanno nel modo più rumoroso e divertente possibile.

 
Per i TORPEDO MAYER è l’inizio concreto di un percorso che li porterà dritti al loro primo album, “Die Schönheit des Scheiterns” (“La bellezza del fallimento”), in uscita il 18 aprile per Pauli Punker Records.
Il primo assaggio si intitola “Unser Drummer” (“Il nostro batterista”), disponibile dal 23 gennaio in download insieme al relativo video su YouTube.




Ed è esattamente il tipo di brano che ti aspetti – e speri – di sentire quando qualcuno parla di punk rock suonato con il sorriso storto e l’acceleratore inchiodato.
Un inno al batterista… con tendenze incendiarie
Unser Drummer” è un banger a tutta velocità: 3 minuti e 15 secondi che partono in quarta e non mollano mai. Musicalmente siamo dalle parti di un Ramones-style sparato e compatto, con basso, chitarra e batteria che si incastrano in modo diretto e senza fronzoli. Ma, come da tradizione TORPEDO MAYER, è il taglio ironico a fare la differenza.
Il pezzo è un tributo sentito e scanzonato al loro batterista, personaggio descritto come un “piromane” dal cuore grande, con un passato nel black metal e una devozione totale alla band. La frase chiave dice tutto:
“He burns for our band and for other things!”
Un ritratto affettuoso e sopra le righe che trasforma la figura del drummer in una specie di eroe tragicomico del punk.
Dalle rovine musicali… al dancefloor


I TORPEDO MAYER nascono a inizio 2023 a Monheim am Rhein (Nord Reno-Westfalia) con un’idea chiara: fare punk rock semplice, diretto e ballabile, ricostruendo qualcosa di nuovo dalle macerie del proprio background musicale. Nel loro DNA convivono:
punk
beat
ska
rockabilly
black metal
Un mix che potrebbe sembrare improbabile sulla carta, ma che nel loro caso si traduce in ritmi danzerecci, attitudine da live band e una buona dose di humor.
Nel 2025 hanno pubblicato il singolo “Hermanos” in uno split 7” con le leggende punk argentine ZONA84, con cui hanno anche condiviso un tour in Sud America: un battesimo del fuoco niente male per una band al primo giro.
Il disco: tra ’77, garage e power pop
Il debut album, “Die Schönheit des Scheiterns”, conterrà 12 brani che si muovono sul confine tra:
punk ’77
garage rock
power pop
Il tutto filtrato da quell’approccio leggero ma mai superficiale che sembra essere il marchio di fabbrica della band: canzoni immediate, cori che ti restano in testa e testi che sanno essere ironici senza diventare stupidi.
Live in arrivo
Ad aprile 2026 i TORPEDO MAYER porteranno in giro singolo e album tra club e festival selezionati, pronti a trasformare questi pezzi in sudore, pogo e birre rovesciate.
Se “Unser Drummer” è l’indizio, il debutto promette di essere una di quelle uscite che ricordano perché il punk rock, quando è suonato così, non ha proprio nessunaa intenzione di invecchiare.




JAGUERO: “HOLD ME CLOSE / MONDAY”, il doppio singolo che anticipa l’esordio “Make Me Feel Alive Again”


I Jaguero tornano a farsi sentire con “Hold Me Close / Monday”, un doppio singolo che non è solo un’anticipazione del primo full length “Make Me Feel Alive Again”, ma una vera dichiarazione d’intenti. Due brani, due facce della stessa band: una più urgente, istintiva e tagliente, l’altra più esposta, emotiva e vulnerabile.
Con “Hold Me Close” i Jaguero mettono a fuoco la pressione costante di una società che sembra accettare solo “i primi della classe”, dove il successo è una misura tossica e il confronto continuo lascia addosso la sensazione di essere sempre un passo indietro. Il pezzo è uno sfogo diretto, nervoso, ma anche un momento di lucidità: spostare l’attenzione da ciò che “dovremmo essere” a ciò che conta davvero, ovvero le relazioni, le connessioni, l’impatto reale che le persone hanno nella nostra crescita. È un brano che urla, ma senza perdere sensibilità, ricordando che si può trovare equilibrio anche dentro la fragilità, senza dover dimostrare nulla a nessuno.
Monday” si muove invece su coordinate più intime, quasi da ballad emo, rallentando il battito ma non l’intensità. Parla della scelta consapevole di restare, di esserci per chi conta davvero, anche quando la stanchezza pesa, le incomprensioni si accumulano e le giornate sembrano non finire mai — come un lunedì infinito. È un brano che respira, che accetta il peso dei momenti difficili e li attraversa, con l’idea che anche il grigio più ostinato prima o poi si dissolva.
Insieme, “Hold Me Close” e “Monday” mostrano con chiarezza i due poli che definiscono l’identità dei Jaguero: energia e vulnerabilità, istinto e introspezione. Un equilibrio che trova piena sintesi nel percorso verso “Make Me Feel Alive Again”, in uscita il 10 aprile 2026 per Anchors Aweigh Records.

Nati a Vicenza nel 2021 da membri di Slander, Regarde e La Fortuna, i Jaguero si sono fatti strada nella scena con gli EP Worst Weekend Ever (2022) e New Love (2023), prodotti da Maurizio Baggio presso La Distilleria e pubblicati da Epidemic Records. I brani sono poi confluiti in un vinile self-titled in edizione limitata, portando la band a suonare in numerosi festival e concerti in Italia e all’estero.
Con il debutto full length, la band promette di spingersi ancora oltre: meno confini di genere, più istinto. Il loro suono unisce energia punk, melodie emo, intensità emotiva e un’attitudine che profuma di piccoli club, dove contatto, sudore e partecipazione valgono più di qualsiasi etichetta.

ASCOLTA:


venerdì 23 gennaio 2026

SOLO1981 entra nel roster di Karma Field Records e pubblica il nuovo singolo “MOON DANCE (ACRILICO SU TELA)”




Karma Field Records annuncia l’ingresso di SOLO1981 nel proprio roster, dando ufficialmente il via a una nuova collaborazione all’insegna della libertà espressiva e della ricerca sonora. Attivo dal 2014, SOLO1981 è il progetto solista di Stefano Giambastiani, musicista e songwriter già noto per il suo percorso con gli Acid Brains e altre realtà della scena alternativa.

Nato come one man band, SOLO1981 si muove lungo coordinate che intrecciano elettronica, alternative rock e post punk, mantenendo fin dagli esordi un approccio personale, intimista e dichiaratamente anticonformista. Un progetto che esplora senza sconti le molteplici sfaccettature dell’animo umano e della società contemporanea, alternando poesia e crudezza, introspezione e tensione, sempre guidato da sincerità e urgenza espressiva.

Dopo due album autoprodotti e due uscite ufficiali, SOLO1981 è pronto a pubblicare il suo quinto album, intitolato “V_WEIRD”, in uscita il 20 febbraio 2026 in collaborazione con Wanikiya Record & Promotion. Un lavoro che affonda le radici in atmosfere oscure e visioni emotivamente cariche, dove elettronica, post punk e alternative rock convivono in modo libero e non convenzionale. V_WEIRD nasce dall’esigenza di mettersi a nudo, lasciando emergere fragilità, contraddizioni, rabbia e consapevolezza, senza filtri né compromessi.

Ad anticipare l’album sarà il singolo “MOON DANCE (ACRILICO SU TELA)”, in uscita il 23 gennaio e destinato alla rotazione radiofonica. Un primo frammento di questo nuovo capitolo artistico, capace di introdurre l’ascoltatore nell’universo emotivo e sonoro di V_WEIRD, fatto di chiaroscutri5 tensioni interiori e immagini forti che colpiscono in modo diretto e immediato.

Ascolta MOON DANCE (ACRILICO SU TELA)


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Ascolto YouTube




ALREADY BURIED nuovo hardcore da Milano, esce il primo singolo “Mirror Lies” per Rebuilding


Da Milano arriva una nuova band pronta a farsi sentire forte e chiaro: Already Buried. Attivi dal 2024, il gruppo nasce da membri già noti nella scena hardcore e metal italiana degli anni 2000, con trascorsi in band come Abel Is Dying e To The Embers. Un background che si traduce in un sound diretto, pesante e senza compromessi.
L’ispirazione è dichiarata e affonda le radici nell’hardcore di fine anni ’90 e inizio 2000: Strife, Terror e Cold World sono riferimenti evidenti, rielaborati attraverso groove massicci, riff metallici e cori potenti, pensati per essere urlati dal vivo. Pochi fronzoli, massima resa: brani brevi, compatti e d’impatto.

Il 23 gennaio la band pubblica il singolo di debutto “Mirror Lies” su Rebuilding, un vero e proprio manifesto d’intenti. Un pezzo aggressivo e immediato, che mette in chiaro fin dal primo ascolto la direzione degli Already Buried e la loro attitudine hardcore senza filtri.
Il singolo sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming e su Bandcamp.

Ascolto qui:

A “Mirror Lies” seguirà un secondo singolo a febbraio, mentre per la primavera 2026 è previsto l’EP di debutto composto da 6 brani. È inoltre annunciata un’uscita in formato fisico: per tutti i dettagli e gli aggiornamenti, il consiglio è di tenere d’occhio i canali ufficiali della band e dell’etichetta.

Link ufficiali:

giovedì 22 gennaio 2026

KOB FEST 2026: Grande festa per i 30 anni di Kob Records


Segnatevi la data in rosso sul calendario: sabato 10 ottobre 2026 il Colorificio Kroen di Verona tornerà a tremare sotto il peso di chitarre, fiati e pogo sfrenato. Il KOB FEST 2026 è realtà, e sarà un’edizione speciale per celebrare i 30 anni di Kob Records (1996–2026), una delle etichette più importanti e longeve della scena punk, ska e street punk europea.
Per l’occasione Kob Records ha messo insieme una line up internazionale che è una vera dichiarazione d’intenti: 10 ore no stop di punk & ska vibes, due palchi attivi fin dal pomeriggio, cibo, stand e un’atmosfera che promette di essere quella delle grandi occasioni.
Line up annunciata:
DAKKA SKANKS (UK)
LOS FASTIDIOS (IT)
FFD (IT)
ZOO ESCAPE (DE)
PUBLIC SERPENTS (USA)
MEDIUM BEER (IT)
RED MOON HEROES (IT)
MAURI CLASH & LA ZIA (IT)
…e altri nomi ancora da svelare!
Un mix esplosivo che unisce veterani della scena, band internazionali e realtà italiane, perfettamente in linea con lo spirito che da sempre contraddistingue Kob Records: musica, attitudine DIY, strada e passione autentica.
L’apertura porte è fissata per le ore 14:00, con i concerti che partiranno dalle 15:00 su due stage, per un totale di 10 ore di musica senza pause, tra skank, mosh pit e cori a squarciagola.
I biglietti early bird sono già disponibili online, ma attenzione: la capienza è limitata. Il consiglio è uno solo: muovetevi in fretta e assicuratevi il vostro posto a quello che si preannuncia come uno degli appuntamenti punk e ska più importanti del 2026.
KOB FEST 2026 non è solo un festival, ma una celebrazione collettiva di trent’anni di musica, resistenza e controcultura.
Ci vediamo sotto al palco. Skank & mosh together! 

mercoledì 21 gennaio 2026

TASTE TESTORS: fuori il nuovo singolo “I’m Waiting For Something Lame”


I TASTE TESTORS tornano a colpire con “I’m Waiting For Something Lame”, secondo estratto dal loro attesissimo secondo album “Come Back”, in uscita ad aprile 2026 per Moodkiller Records. Un brano punk rock diretto, catchy e saltellante che parla di una sensazione fin troppo familiare: l’attesa di qualcosa di spiacevole ma inevitabile. Una comparizione in tribunale per un divorzio, una rottura che sai già arriverà, o la risposta (temuta) a quella mail di fuoco che hai mandato al tuo capo.
Insomma: tutti sappiamo cosa vuol dire aspettare “qualcosa di lame”.
Stanchi di soundcheck infiniti, chiacchiere inutili dal palco e set che non finiscono mai? I Taste Testors sono l’esatto opposto.
Solo downstroke. Niente assoli. Niente fronzoli. Zero riempitivi.
Arrivano dalla Seattle più sporca e sgangherata, e sono quattro punk rocker “ben stagionati” che suonano musica punk pensata per tutti gli ADHD weirdos del mondo, di ogni generazione. Le influenze sono chiarissime – quattro tizi del Queens nel 1976 – ma nel loro sound convivono anche garage rock, bubblegum, primo punk californiano e persino spruzzate di doo-wop, abbastanza da far drizzare le orecchie ai record nerd più incalliti.
Con grande umiltà, i Taste Testors possono essere considerati una sorta di Seattle supergroup, con membri provenienti da band come The Briefs, Rabid Dogs, The Piniellas, The Burnz, Clean Lines e Poxy. Attivi dal 2024, hanno già condiviso il palco con nomi come The Adicts, The Queers, Black Ends, Fan Club, Kaleko Urdangak, MESS, Okmoniks e Paint Fumes.
Il 2025 ha visto l’uscita del loro album omonimo per Moodkiller Records, capace di farsi notare sulle radio di tutti gli Stati Uniti e in varie parti del mondo.
La primavera 2026 segnerà invece l’arrivo di “Come Back”: 10 canzoni + una strumentale da cantare in coro, leggere nel tono ma legate a situazioni di vita tutt’altro che semplici.
Restate sintonizzati.




TASTE TESTORS sono:
Steve E – voce (no autotune)
Nils L – chitarra (un solo pedale)
Leif L – basso (zero pedali)
Hollywood Hudson – batteria (un po’ di cowbell)

Link:

Punk rock essenziale, immediato e senza scuse: i Taste Testors sanno esattamente cosa fare, e lo fanno in meno di due minuti