Ci sono canzoni che non invecchiano. Restano lì, come cicatrici sotto pelle: magari non le vedi ogni giorno, ma quando tornano a farsi sentire, bruciano ancora. I Crancy Crock lo sanno bene, e infatti hanno deciso di riaprire una di quelle ferite con “Facce Tristi”, riportandola nel presente con una nuova veste e una nuova voce.
Il brano, originariamente incluso in Non Con Noi del 2006, rinasce a distanza di vent’anni con la collaborazione di Riccardo dei Labile. Non è un semplice remake, ma una vera e propria trasfusione emotiva: stessa ossatura, ma sangue nuovo che scorre nelle vene. La voce di Riccardo aggiunge profondità e una sfumatura più malinconica, quasi crepuscolare, che amplifica il peso specifico del pezzo.
“Facce Tristi” resta un pugno nello stomaco. Il testo affonda le mani nella memoria del G8 di Genova del 2001, evocando una delle pagine più tese e dolorose della storia recente italiana. Non c’è retorica, non c’è filtro: solo immagini crude, disillusione e quella sensazione di smarrimento collettivo che ha segnato un’intera generazione. È un racconto che oggi suona ancora necessario, soprattutto per chi quegli anni non li ha vissuti ma ne eredita le conseguenze.
Dal punto di vista sonoro, la band aggiorna il tiro senza snaturarsi. Il risultato è un punk rock più maturo, compatto, capace di mantenere intatta l’urgenza dell’originale ma con una produzione più consapevole, più “a fuoco”. Non si tratta di nostalgia, ma di memoria attiva: quella che non si limita a ricordare, ma pretende di essere ascoltata.
Anche l’aspetto visivo accompagna questa operazione con coerenza: la grafica firmata da Jacopo Ghisleni (Jerry Moovers) richiama direttamente l’immaginario legato al G8, mentre il videoclip curato da Alessandro Sassi aggiunge un ulteriore livello di lettura, trasformando il brano in un piccolo documento audiovisivo.
In uscita il 16 aprile su tutte le piattaforme digitali, il singolo è supportato dalle etichette indipendenti Gasterecords e Samoan Records, a conferma di un percorso sempre radicato nel DIY e nella scena.
Attivi dal 1997, i Crancy Crock non hanno mai smesso di macinare chilometri, riff e sudore. Sette album alle spalle, palchi condivisi con nomi importanti della scena punk italiana e internazionale, e una missione che non è mai cambiata: suonare forte, dire le cose come stanno e tenere viva una comunità.
“Facce Tristi” oggi non è solo una canzone. È un promemoria. Una sirena che continua a suonare, anche quando qualcuno vorrebbe spegnerla. Perché stare fermi non serve. E la partecipazione, quella sì, fa ancora rumore.
Ascolta "Facce Tristi"
Videoclip:
