Il nuovo singolo di Luke Style rilegge con ironia e spirito critico l’immaginario fatto di soldi, violenza e periferia, mettendo in discussione stereotipi e personaggi della scena contemporanea.
Sesso, droga, violenza, soldi, case popolari. Un immaginario che nella musica contemporanea torna spesso, soprattutto quando si parla di una certa narrazione trap e rap. Luke Style prende questi elementi e li porta dentro “Gangsta”, il suo nuovo singolo, scegliendo però una prospettiva diversa: quella dell’ironia, della provocazione e della critica agli stereotipi.
Il punto di partenza è una frase tanto semplice quanto significativa: «Anch’io vengo dalle case popolari, ma faccio rock».
È qui che “Gangsta” trova il suo centro, mettendo in discussione l’idea secondo cui la provenienza sociale debba necessariamente determinare un atteggiamento, un’identità o persino un linguaggio musicale.
Luke Style osserva così l’immaginario del “duro” e ne smonta alcuni meccanismi: ostentazione, violenza, denaro e trasgressione diventano materiale per raccontare quanto possa essere fragile, e a volte costruito, il personaggio che si nasconde dietro la posa.
“Gangsta” non è quindi soltanto una provocazione rivolta alla scena trap, ma una riflessione più ampia sulla necessità di costruirsi un’identità da esibire. Dietro l’immagine aggressiva può esserci qualcosa di molto più umano: insicurezza, bisogno di attenzione, ricerca di riconoscimento. Luke Style sceglie di raccontarlo senza prediche, lasciando che sia il brano stesso a giocare con quei codici e a ribaltarli.
La sua prospettiva nasce inoltre da una lunga esperienza nella scena rock italiana. Batterista e cantante, Luke Style è attivo dal 2000 con i The Styles e nel corso della sua carriera ha condiviso il palco con nomi come Deep Purple, Vasco Rossi, The Fratellis e Iggy Pop, oltre ad aver collaborato con J-Ax. San Siro, Stadio Delle Alpi, Heineken Jammin’ Festival e Festivalbar sono alcuni dei palchi attraversati nel corso degli anni.
Con il tempo, alla batteria si è affiancata sempre più forte l’esigenza di scrivere, cantare e mettersi in prima persona al centro della musica. Da questa necessità nasce il progetto solista Luke Style.
Un passaggio fondamentale arriva nel 2022, con la scomparsa di Guido Style, frontman dei The Styles. Da quella perdita prende forma un percorso artistico nel quale dolore, assenza e memoria diventano materia musicale, trasformandosi progressivamente in una nuova identità sonora.
Oggi Luke Style si muove tra rock viscerale e attitudine urbana, chitarre abrasive e ritmiche pulsanti, affrontando nei suoi testi rabbia sociale, disillusione, conflitti interiori e contraddizioni della contemporaneità. Queens of the Stone Age, The Mars Volta, Arctic Monkeys e The White Stripes fanno parte del suo universo di riferimento, ma vengono filtrati attraverso una scrittura personale.
Con “Gangsta” quella stessa attitudine incontra un immaginario apparentemente distante, che viene osservato dall’esterno e contemporaneamente da chi conosce bene la periferia. Il risultato è un brano che usa l’ironia come lente d’ingrandimento e trasforma gli stereotipi in una domanda: quanto c’è di autentico dietro il personaggio che scegliamo di mostrare?
“Gangsta” è disponibile sulle principali piattaforme digitali.
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