“Metal Head”, il nuovo singolo di AUT!, è un ritratto spietato e tragicomico di una fauna umana fin troppo riconoscibile. Siamo nelle campagne bruciate della Pianura Padana, quando l’acqua paludosa si ritira e resta solo il fango spaccato dall’arsura. È lì che queste creature migrano verso l’unico miraggio possibile: il bar più vicino, in cerca di birre fredde e identità di riserva.
AUT! osserva e racconta personaggi che portano all’estremo stereotipi fuori dal tempo: barbe folte, tatuaggi, Harley, birra a fiumi e moshpit improvvisati. Un anti-conformismo machista che si ripete uguale a sé stesso, stanco e rumoroso, come un disco incantato. Il sarcasmo è affilato, ma sotto la superficie emerge una malinconia sottile: quella di chi fa casino per non ascoltare il silenzio delle proprie fragilità.
Musicalmente, “Metal Head” è una corazza che vibra. Il basso pulsa come un mantra ossessivo, la batteria avanza meccanica e ripetitiva, ricordando il motore acceso di una moto ferma, mentre synth graffiati e chitarre taglienti costruiscono un dance-punk sporco, adrenalinico e abrasivo. È un suono che non cerca redenzione, ma mette in scena una quotidianità provinciale fatta di rituali sempre uguali e sogni che arrancano.
AUT! dipinge un’umanità grottesca: sudata, rozza, sospesa tra nostalgia e presente, che prova a darsi una forma tra campagne infinite e notti che iniziano quando è già ora di chiudere. Una fotografia feroce ma sorprendentemente empatica della nuova provincia italiana.
Dietro il progetto c’è un giovane operaio mantovano che trasforma il rumore del lavoro e dei margini in post-punk ruvido e pulsante. Dopo il debutto nell’ottobre 2024 con due EP, AUT! ha già aperto agli Afterhours a Firenze, è finito nelle compilation Carne Fresca e Tribal Cabaret n°12, e ha portato il suo live tra Milano, Veneto ed Emilia. Tra grida, chitarre, campionamenti e drum machine, continua a dare voce alle frustrazioni e alle nevrosi di un territorio dove produzione, mercato e divertimento diventano ossessioni quotidiane.
In attesa del primo album, “Metal Head” è un altro colpo dritto allo stomaco. Rumoroso, scomodo e fin troppo vero.
ASCOLTA "METAL HEAD”!
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