Dopo otto anni di silenzio, quelli veri, quelli che fanno sembrare le chitarre appese al muro oggetti archeologici, i Duracel tornano a fare quello che sanno fare meglio: rumore con un senso.
E lo fanno con “Duemilauno”, un EP che non è solo un ritorno, ma una specie di riavvio di sistema senza nostalgia tossica.
La band punk rock veneziana, attiva dal 2003 e premiata al MEI di Faenza nel 2009 come Miglior Punk Band Italiana, rimette in moto la macchina con una formula precisa: due singoli e un EP finale.
Il primo assaggio, “Duemilauno”, arriva il 24 aprile, seguito da “Quanto Male Fai” il 22 maggio, fino alla pubblicazione completa del 6 giugno 2026.
Quattro tracce, registrate live in studio, senza filtri e senza paracadute. Produzione completamente DIY, perché certe cose o le fai così o non le fai proprio. Dentro l’EP trovano spazio anche “All’Angolo” e “La mia Identità”, chiudendo un cerchio che parte da un anno preciso, il 2001, e lo usa come bussola per orientarsi nel presente.
Il titolo non è nostalgia da playlist, ma un riferimento secco, quasi chirurgico. Anche l’estetica segue questa linea: una TV vintage con barre SMPTE in copertina, come a dire “il segnale c’è, ma sta a te sintonizzarti”.
Dietro le quinte, mix e mastering portano la firma di Andrea Spazza dei Derozer, una garanzia quando si parla di suono diretto, senza fronzoli e con il giusto grado di abrasione.
Nel corso degli anni, i Duracel hanno condiviso il palco con nomi come NOFX, SKA-P, Punkreas, Derozer, Tre Allegri Ragazzi Morti, Teenage Bottlerocket, Queers e Methadones, costruendo una traiettoria solida tra Italia ed estero. Questo ritorno non è quindi un revival, ma un nuovo capitolo scritto con la stessa calligrafia ruvida di sempre.
E dal vivo? Si riparte subito. L’8 maggio saranno al Jungle Punk Explosion alle Fornaci Estate di Vicenza insieme a The Slurmies, All Coasted e Succo Marcio. Poi appuntamento grosso il 5 settembre al Punkadeka Festival 2026 al Circolo Magnolia di Segrate, dove divideranno il palco con MXPX e Talco.
Nessun pre-save, nessuna strategia complicata: i brani usciranno direttamente su Spotify, Apple Music e tutte le piattaforme. Un approccio semplice, quasi old school, che in un’epoca di algoritmi sembra già una dichiarazione d’intenti.
I Duracel non tornano per ricordarti chi erano. Tornano per vedere se hai ancora voglia di stare al passo. E a giudicare da “Duemilauno”, il volume è già al livello giusto.
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