Il quartetto barese torna il 18 aprile 2026 con un’uscita che è più di un semplice EP: è un piccolo manifesto di involuzione consapevole. In un’epoca che spinge verso una produttività tossica e identità sempre più costruite, i couchgagzzz scelgono di fare un passo indietro, anzi quattro, fino a immaginare una riscrittura delle regole stesse dell’evoluzione umana.
La title track Primitive Men apre il disco come una porta sbattuta in faccia: diretta, minimale, quasi tribale nella sua urgenza. Subito dopo, Mighty Dog corre su binari più ironici ma non meno feroci, mentre I Can’t Find a Job centra il bersaglio con una frustrazione che non ha bisogno di traduzioni. Chiude Bæd Times, che suona come una resa dei conti con il presente, tra sarcasmo e nervi scoperti.
Il tratto distintivo? Un synth che non fa da contorno ma guida il gioco, diventando spina dorsale melodica e creando un contrasto intrigante con l’impatto grezzo delle chitarre. Il risultato è un equilibrio instabile ma affascinante, come un motorino truccato che vibra troppo ma non si ferma mai.
Registrato, mixato e masterizzato da Filippo Strang al VDSS Studio, il disco mantiene una produzione essenziale ma incisiva, perfetta per valorizzare l’immediatezza del suono. Anche l’artwork di Tony Fasanella contribuisce a definire l’immaginario della band: storto, ruvido, senza filtri.
Nati in uno scantinato di Bari nel 2021, JJ, BB, Garko e Snafu arrivano da esperienze diverse della scena pugliese ma parlano una lingua comune fatta di velocità e attitudine DIY. Dopo l’esordio Gosports!!!, che li aveva già messi sotto i riflettori tra classifiche e passaggi radio internazionali, questo nuovo capitolo li conferma come una delle realtà più interessanti dell’underground italiano.
Primitive Men non cerca soluzioni. Piuttosto, smonta il problema e ci balla sopra. E nel farlo, pone una domanda semplice ma scomoda: e se tornare indietro fosse l’unico modo per andare avanti?
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