lunedì 18 marzo 2024

MONDAY PROOF “ALL OF THIS” UN INNO PUNK ROCK DI RIMPIANTO E NOSTALGIA


I Monday Proof escono con il nuovo inedito intitolato "All of This". 

Questa canzone punk rock, intrisa di un profondo senso di rimpianto e nostalgia, cattura l'essenza libertaria del genere attraverso chitarre distorte e un ritmo incalzante.

Con espressioni taglienti, la band espone in modo accattivante un intenso sentimento di rimorso e riflessione, narrando storie di scelte sbagliate e opportunità perdute. Le urla viscerali si intrecciano con melodie accattivanti, creando un'esperienza sonora che colpisce dritto al cuore e lascia un'impronta indelebile di ciò che poteva essere e non è stato.

"All of This" si distingue per la sua potente fusione di suoni, evidenziando la maestria della band nel trasmettere emozioni attraverso la musica. Le chitarre distorte e il ritmo incalzante si combinano per creare un inno punk rock che affascina gli ascoltatori, trasportandoli in un viaggio di riflessione e consapevolezza.



I Monday Proof nascono nell’Estate del 2014 da un’idea del bassista Federico Favero e del primo chitarrista.

Dopo un primo inizio in cui il gruppo si dedica principalmente alla realizzazione di cover di alcune delle grandi band pop punk degli anni 2000 e un continuo susseguirsi di batteristi, nell’ottobre del 2018 entra ufficialmente nella band l’attuale batterista Riccardo Busolin e un paio di mesi dopo la formazione si allarga introducendo la voce principale e seconda chitarra Marco Zanon, con la decisione di concentrarsi nella

realizzazione di musica propria.

Nell’ottobre del 2018 esce il primo progetto “Greatest hits 2018-2018” al quale seguirà poi un ep nella primavera dell’anno seguente “Mr. Wang’s Opium Den”.

Nel 2019 la band subisce un cambio di line-up ed entra nel gruppo l’attuale chitarra solista Alberto Olivi. A marzo 2020 la band firma il suo primo contratto discografico con l’etichetta Sorry Mom! Che si occuperà del booking e del management del gruppo.

I Monday Proof si allargano ulteriormente ed entra nella band la nuova chitarra ritmica e seconda voce Francesco Cappellari durante l’estate del 2022.

La band sta attualmente promuovendo il suo ultimo album “Not to sleep, Not to die”.





ASCOLTA "ALL OF THIS”!



Apple Music: https://apple.co/3RjzEsj




domenica 17 marzo 2024

"Erase The Morning" il nuovo video dei Ghost Work - supergruppo post-punk con membri/ex membri di Seaweed, Snapcase, Milemarker e Minus The Bear; LP "Light a Candle for the Lonely" disponibile ora.


Ghost Work
, il supergruppo post-punk composto da membri ed ex membri di Seaweed, Snapcase, Milemarker e Minus The Bear, sta debuttando con un nuovo video musicale per "Erase The Morning" estratto dall'LP di 11 tracce "Light a Candle for the Lonely" appena pubblicato (Spartan Records).

Guarda il video musicale di "Erase The Morning":


Il chitarrista e principale autore delle canzoni, Sean Husick, dichiara: "Ripreso nei quattro angoli del luogo in cui viviamo, il video di "Erase the Morning" vuole catturare l'isolamento e la solitudine di cui la canzone stessa parla. Volevo che quei temi di alienazione fossero rappresentati visualmente e sento che le location, la gradazione del colore e la sfocatura fugace aiutano a catturare questo."

• Ordina il vinile: https://spr.tn/ghostwork

• Ascolta in streaming: https://orcd.co/ghostwork

Tracklist:

1. Godspeed on the Trail
2. Earthquake
3. Erase the Morning
4. Grapes and Chrome
5. Orange of the Flame
6. Line 2
7. The Tea Leaves
8. Under the Fire
9. Conjured Leverage
10. Twilight of Hope
11. Wayward Northern


Su Ghost Work:

Anche quando gli sforzi artistici passati giungono a una conclusione naturale, nuove ispirazioni possono radicarsi nelle circostanze più difficili. Ghost Work è una storia di fuga dai cicli, del potere del riconnessione e dell'equilibrio tra il passato formativo e un futuro non rivelato. Mentre il tempo avanzava a singhiozzo per i membri di Ghost Work - Sean Husick (Milemarker), Erin Tate (Minus The Bear), Aaron Stauffer (Seaweed), Dustin Perry (Snapcase) - l'impulso a continuare a creare rimaneva costante. Con un così impressionante background collettivo di progetti precedenti, la fonte di ispirazione, le risorse e le abilità erano quasi infinite, ma la storia è iniziata con un ricongiungimento tempestivo e un desiderio collaborativo di perseguire lo stesso fuoco segnale.

"Personalmente, avevo molta musica da fare. Per tirarla fuori da me", dice Sean Husick (chitarra, principale autore delle canzoni). "Ero in picchiata da molti anni, tra droghe e alcol, e non avevo fatto nulla di creativo da menzionare, ma mi sono pulito tempo fa e ho creato da allora. Questo fa parte del mio percorso di recupero." Erin Tate (batteria) aggiunge: "Mi sono rincontrato con Sean dopo molti anni di disconnessione. Abbiamo legato su alcuni problemi di fondo che abbiamo entrambi dovuto affrontare, e abbiamo finito per parlare di nuovo di musica. Dopo la mia uscita dai Minus The Bear, ho lottato con il mio valore e la mia identità - sapere che anche Sean aveva attraversato problemi simili, mi ha davvero aiutato a voler smettere di star con le mani in mano e creare musica di nuovo."

'Light a Candle For The Lonely' arriva tre anni dopo il debutto della band con 'You'll Be Buried With' e si colloca da qualche parte in un mondo post-punk, ma con un tocco più grezzo. Pensate a The Cure e REM, ma con un livello di incoscienza quasi pari ad AC/DC. "Cercavo altre band rock a tempo medio radicate nel punk/hardcore e faticavo a trovarne con cui potermi identificare oltre a qualcosa degli Hot Water più recenti, Interpol e The Strokes dove spesso finivo," dice Husick. "Ho cercato di creare qualcosa in mezzo a queste band." "Penso che stiamo mostrando la nostra fiducia in questo," aggiunge Dustin Perry (basso), "È sicuramente un altro passo avanti per la band."

Vocalmente, Ghost Work si affida di nuovo alla voce istantaneamente riconoscibile e storica di Aaron Stauffer. "Queste canzoni riguardano il conflitto tra tutto ciò che è naturale e ciò che facciamo con le nostre menti e le nostre creazioni che ci allontanano, o alla fine avvelenano, la naturale," dice Stauffer, "[specificamente] le forze che guidano i nostri peggiori sé - le dipendenze e il desiderio." La vita professionale di Stauffer, come il resto della band, si è spostata lontano dalla musica, e ora bilancia le sue ore di veglia tra il lavoro come infermiere di pronto soccorso, il perseguimento degli sforzi creativi e il tentativo di trovare pace attraverso il surf. "Per molte di queste canzoni, lavoravo effettivamente sulle mie parti vocali mentre ero in azione a remare intorno alla fredda costa della California. Il mio piano era ascoltare una canzone ripetutamente in rotta per surfare, così sarebbe stata piantata nel mio subconscio. Era lo stesso con un turno al pronto soccorso - mi trovavo a contemplare passivamente una canzone mentre lavoravo, specialmente se era una situazione difficile."

Essendo principalmente una band virtuale, il processo di creazione di 'Light a Candle For The Lonely' ha coinvolto molto scambio di idee. Le jam e i riff individuali sono diventati bozzetti; i bozzetti sono diventati demo; i demo sono diventati canzoni strutturate; e le canzoni sono diventate complesse e lavorate da Ghost Work. La registrazione finale della batteria è avvenuta di persona nello studio di Husick a Chicago. "Tutti abbiamo avuto più input su questo disco," dice Tate. "Mentre ero a Chicago a registrare, Sean ed io abbiamo avuto abbastanza tempo per elaborare e ridefinire idee. Quando il disco sembrava abbastanza 'finito' (per quanto riguarda la registrazione), abbiamo sentito che consegnarlo per il missaggio. Avere un'altra testa era la cosa giusta da fare per il bene del progetto." Il missaggio per il disco è stato completato presso il Warrior Sound di Chapel Hill, NC da Al Jacobs (He Is Legend, A Skylit Drive, Beloved).

Al suo nucleo, 'Light a Candle For The Lonely' è una meditazione sul contrasto netto tra la bellezza naturale del nostro mondo e universo e l'incertezza e la devoluzione che ci impediscono di celebrarla. Ma all'interno di quella imprevedibilità, certa crescita e costanti forniscono un appoggio più stabile. 'Light a Candle For The Lonely' è la ricerca dell'autentico al posto del sintetico; la gratitudine, l'umiltà e la dedizione che si accompagnano a un rinnovamento concertato; e il suono riverberante di un risveglio inaspettato.

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Fuori l'atteso nuovo singolo del power duo romano Kings of Subhumans intitolato "Stone (Evil BB)"


"Fuori l'atteso nuovo singolo del power duo romano Kings of Subhumans intitolato "Stone (Evil BB)"




In questa traccia, la band affronta un tema eterno e rilevante, quello del genocidio, con una prospettiva che oscilla tra il sinistro e il paradossale.

La canzone dipinge un quadro crudo, in cui il genocida, forse posseduto da forze demoniache, si trova imprigionato in un ciclo di violenza insensata. La sua sete di distruzione e annientamento non conosce fine, mentre il mondo intorno a lui sprofonda nel caos e nella disperazione.

Attraverso un mix di sonorità potenti e testi penetranti, i Kings of Subhumans invitano l'ascoltatore a riflettere sulla natura oscura dell'umanità e sulle forze oscure che possono guidarla. "Stone (Evil BB)" è quindi un grido di allarme, un'invocazione alla consapevolezza e alla resistenza contro le forze del male che minacciano di consumare il mondo.

Con la loro musica, i Kings of Subhumans continuano a sfidare i confini del rock alternativo continuando la sperimentazione e la ricerca che li contraddistingue.



I KOS (Kings of Subhumans) sono un alternative power rock duo indipendente di Roma, nato nel 2015 dall’incontro musicale tra Marco Marchiori aka Mendax (voci, chitarre e parole) e Angelo Palma (batterista e produttore) entrambi provenienti da diverse esperienze in diversi progetti alternative rock, grunge, punk, hardcore.

Dopo due anni dalla formazione la band dà vita al loro primo album “Plastic Sinner”, registrato nel 2016 da Alessandro Gavazzi nel suo “Hell Smell Studio” di Acilia (Rm). 

L’album è stato accompagnato dall’uscita di due videoclip: “Who shot the rabbit? (spread your love)” realizzato da Giacomo Spaconi e “Plastic Sinner” girato da Alessandro Rosa con l’editing di Giacomo Spaconi e Claudia Nanni. Sia per le sessioni di registrazione che per le performances live di “Plastic Sinner” i KOS si sono avvalsi della collaborazione del bassista Giacomo Nardelli per poi, dopo un paio di concerti di prova per il nuovo set up, decidere di proseguire con la formazione a due. 



Siamo come due pugili che si sfidano all’ultimo sangue ogni volta che proviamo” 

a sottolineare l’intensità che contraddistingue le performances del duo. 



Tra il 2018 ed il 2019, i KOS decidono di registrare nella loro seconda casa, lo storico Trafalgar Recording studio di Roma, il secondo atteso album dal titolo “The Past is Over”. Inizialmente intitolato “Resiliency Sound Department” ed anticipato dal ben accolto singolo “The Upsidedown” uscito a maggio 2020. “The Past is Over” è uscito il primo settembre 2020 accompagnato dal videoclip della traccia che da nome all’album, realizzato dal 3d producer Daniele Scali. 

L’album viene presentato live il 20 novembre 2021 al Wishlist Club di Roma. 

Il 2022 dei KOS comincia con la stampa del vinile di “The Pastis Over” e la presentazione dello shop online e del proprio sito web ufficiale, proseguendo con i live al Forte Prenestino e al Tattoofest 2022 e il ritorno in studio per la preparazione delle riprese del terzo album. 

Il 2023 dei KOS è completamente incentrato alla produzione del terzo album a marzo e nel dicembre firmano con il management Sorry Mom! di Marco Biondi e Luca Nel marzo 2024 esce il singolo “Stone (Evil BB)", anticipazione del disco di prossima uscita.

ASCOLTA "STONE (Evil BB)”!



Apple Music: https://apple.co/3wBNhMW



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The importance of words (songs of love, anti-capitalism and mental illness) è l’album di debutto di Solo

 
"The importance of words (songs of love, anti-capitalism and mental illness)" è un lavoro eterogeneo, composto da 10 brani che traggono ispirazione tanto dai Beatles quanto dai primdiad più chitarristici, i Pink Floyd, Nirvna e Mudhoney, Daft Punk e KarlheinzStockhausen, fin)onty Python
 
un mix di generi che mira alla sperimentazione con inaspettati cambi di registro che abbracciano art rock, psichedelia, grunge, punk, elettronica, pop e alternative
Lanciato in anteprima esclusiva su SentireAscoltare il 14 marzo, esce il 16 marzo 2024 “The importance of words (songs of love, anti-capitalism and mental illness)”, album d’esordio di SOLO, un mix di influenze in cui si bilanciano sperimentazione e orecchiabilità, tematiche sociali e testi più intimi e riflessivi.
 
 
I GENERI MUSICALI E LE INFLUENZE
 
Dopo la pubblicazione di 5 singoli tutti diversi l’uno dall’altro, cosa che gli permette di avere una ampia copertura mediatica che va da Rai Radio 3 a La Stampa, passando per Metal Hammer fino a importanti riviste estere di settore quali Prog, It’s Psychedelic, Baby e Post-Punk.com, l’eclettico artista decide di racchiudere i brani già precedentemente pubblicati più altri 5 inediti in un album che è un melting pot di generi, ma allo stesso tempo coerente, con un occhio sempre puntato alla sperimentazione, all’art rock, alla psichedelia.
 
«Sono un ascoltatore onnivoro, sono davvero pochi i generi musicali che non rientrano nei miei ascolti. Quindi per me è naturale essere influenzato, di volta in volta, da generi musicali differenti. Al contempo, sono sempre stato molto affascinato dagli album eterogenei. In particolare, penso al “White album” dei Beatles: 30 brani, 30 generi musicali che si susseguono lasciando l’ascoltatore, di volta in volta, basito».
 
I Beatles, ma non solo, fra le influenze di SOLO, che vanno dal rock al pop, dal punk all’art rock, non disdegnando incursioni nell’elettronica sperimentale dei 50’s o nelle marce bandistiche da fanfara.
 
«Se dovessi elencare gli artisti che mi hanno più influenzato (e da cui ho rubato idee) nella stesura dei brani che compongono “The importance of words (songs of love, anti-capitalism and mental illness)” naturalmente dovrei citare prima di tutto i Beatles. E poi i Pink Floyd, i Muse del primo periodo e i Radiohead più chitarristici, i Nirvana, Karlheinz Stockhausen e Pierre Schaeffer, Edoardo Bennato, fino a compositori di marce bandistiche, che sono stati per me influenti nel periodo in cui suonavo il sassofono nelle fanfare. E Terry Gilliam e i Monty Python. In molti, nelle recensioni dei singoli, hanno notato attinenze con Suede, Gong, The Cure, Blossom Toes, Daft Punk e tantissime altre band che magari non ho neanche mai ascoltato: è il bello della musica e dell’arte in genere, arrivare a soluzioni affini da ascolti affini».
 
 
LE TEMATICHE TRATTATE
 
Come per i generi musicali trattati, anche le tematiche affrontate nei testi di “The importance of words (songs of love, anti-capitalism and mental illness)” sono disparate (come suggerisce lo stesso sottotitolo dell’album), divise fra riflessioni personali e analisi della società in cui viviamo.
 
«Le tematiche principali trattate in “The importance of words (songs of love, anti-capitalism and mental illness)” sono di sicuro di carattere politico-sociale, in particolare legate a quella che è la nostra società dei consumi, di un libero mercato incontrollato, di un capitalismo preponderante che influenza le nostre vite. E non di certo in maniera positiva. Influenzato dalla letture di Pier Paolo Pasolini, Naomi Klein, Noam Chomsky, sono sempre stato molto critico verso la società e di come questa ci influenzi, anche nel nostro profondo: le “mental illness” del titolo, sono convinto, sono dovute in buona parte anche a come i costrutti sociali che ci impongono e ci auto-imponiamo ci influenzano. Quindi è tutto collegato. Anche il modo in cui proviamo amore, a chiudere il cerchio».
 
 
DALLA COMPOSIZIONE ALLA REGISTRAZIONE
 
“The importance of words (songs of love, anti-capitalism and mental illness)” è stato interamente registrato da SOLO, fra il suo studio personale e quelli dell’Hexagonlab Studio, coadiuvato da David Garofalo e Nico Saturno alle batterie.
 
«Come da nome, nelle registrazioni sono stato (pressoché) da solo, condizione che si è creata per il fatto di non essere riuscito a trovare musicisti che mi accompagnassero attivamente nel progetto. Quindi mi sono giostrato fra chitarre, bassi, programmazioni, strumenti elettronici quali oscillatori sinusoidali, generatori di rumore, filtri e sequencer (tutti digitali), oggetti vari usati in modo percussivo. Avendo già bene in mente gli arrangiamenti dei miei brani, già prima di imbracciare gli strumenti, è stato relativamente facile registrarli. Quando scrivo un brano lo penso quasi sempre già nella sua totalità, quindi immaginando già come dovrebbero suonare anche basso e batteria. Gli arrangiamenti di batteria, infatti, sono anche quelli scritti da me: Nico e David hanno avuto la pazienza di impararli e suonarli come io volevo (tranne su “Propaganda in my eyes, again (you're erased)”: lì David distorse totalmente la mia idea di batteria, che in origine era molto più lenta, e devo dire che il risultato è stato alquanto notevole). Ad ogni modo, sono molto orgoglioso di questi arrangiamenti, in particolare per quanto riguarda le linee di basso, che sono tutte molto melodiche, quasi delle seconde voci, molto cantabili».
 
 
LA SPERIMENTAZIONE SUL SUONO E IL 3D
 
Particolare attenzione, all’interno dei brani che compongono “The importance of words (songs of love, anti-capitalism and mental illness)”, è stata data anche ai suoni, sia in fase di creazione/registrazione, sia in fase di mixaggio.
 
«Nei miei brani, oltre all’attenzione nello scrivere degli arrangiamenti quanto più particolari possibile, cerco sempre di aggiungere quel qualcosa in più sperimentando con i suoni. Ho migliaia di euro di pedali per chitarra e basso, che mi diverto a miscelare fra loro a creare suoni e paesaggi sonori. Ho usato molte modulazioni, ambienti particolari, anche sulle voci, fino ai synth. A questo proposito, ci tengo a dire che tutti i synth dell’album sono suonati con chitarra e basso, e non con tastiere, mentre gli arpeggiatori sono stati realizzati nota per nota al PC e gli strumenti bandistici sono stati scritti sotto forma di partitura e poi digitalizzati. Molta attenzione è stata data anche alla spazializzazione: importante è l’ascolto in cuffia, per poter apprezzare al meglio alcuni suoni che si spostano da un canale all’altro, in alcuni casi in binaurale, creando un effetto 3D, ad “avvolgere” l’ascoltatore».
 
 
I FEATURING
 
All’album partecipano anche Nobody e Alidavid alle voci, rispettivamente sui brani “Something (you don't need)” e “What's the topic of the day? (forget the rest)”.
 
«Devo molto alla loro partecipazione, perché hanno colto alla perfezione l’essenza dei brani. Per “Something (you don't need)” volevo una voce femminile che non fosse di quelle canoniche (come, del resto, non lo è la mia): la volevo sottile, un po’ bambinesca. La cercavo, ma non riuscivo a trovarla. Una sera, ubriachi in un bar, sentii cantare Nobody (che è anche la bassista della The Bordello Rock ‘n’ Roll Band): l’avevo trovata! “What's the topic of the day? (forget the rest)” è uno spoken word sopra le righe che scimmiotta la propaganda degli anni ‘40 (pubblicità che avevano già di per sé dei vocalist alquanto “peculiari”). Pensando ai Monty Python (in particolare allo sketch di Terry Gilliam “International Communist Party of China”) avevo provato a registrarla io, ma la mia interpretazione era pessima. Quindi ho chiesto ad Alidavid di provarci lui. Devo dire che è impressionante il modo in cui è riuscito a ricreare quella che era la mia idea, senza che abbia avuto il bisogno di dargli chissà quante indicazioni: chapeau!».
 
 
LA PENDRIVE, I BONUS DISC E GLI EXTRA
 
L’album esce su pendrive, con un sacco di contenuti inediti che non saranno reperibili online, fra cui due bonus disc (contenenti versioni alternative, remix e bootleg), video e immagini.
 
«Sono sempre stato affascinato dai bootleg, in particolare quelli che ripercorrono le fasi di lavorazione dietro ai brani e che ti permettono di entrare all’interno del mondo dell’artista, e ti fanno capire quanto lavoro (e che tipo di lavoro) ci sia dietro l’evoluzione delle canzoni, dalla loro prima bozza chitarra e voce fino alla versione definitiva: le sovraincisioni, le sperimentazioni, gli arrangiamenti alternativi poi scartati... Molto presuntuosamente, penso che tutto questo mio materiale possa essere di interesse per qualcuno che magari vuole capire da dove sono partito per arrivare al brano finale, così ho deciso di inserire, all’interno della pendrive, un bonus disc, “The evolution of The importance of words (songs of love, anti-capitalism and mental illness)”, con questa “storyline” dei brani dell’album. Un altro bonus disc, “The importance of words [ALTERNATE VERSIONS, REMIXES & OTHERS]”, è invece dedicato, appunto, a versioni alternative, remix e prove particolari. Inoltre, sempre nella pendrive, saranno inclusi tutti i videoclip usciti, video promo, grafiche, promo pic, copertine dei singoli».
 
 
I CREDITS
 
“The importance of words (songs of love, anti-capitalism and mental illness)”, mixato da Edoardo Di Vietri presso l’Hexagonlab Studio, è stato masterizzato da Carl Saff, già a lavoro con artisti quali Sonic Youth, Mudhoney e Daniela Pes.
 
Voci, chitarre, bassi, elettronica e programmazioni sono di SOLO; batterie di David Garofalo e Nico Saturno (su “Hypocrisy (it's all I see)”).
 
 
 
The importance of words
(songs of love, anti-capitalism and mental illness)
su Spotify
https://open.spotify.com/intl-it/album/7CIXGWenRtU01340MjNIA9?si=ZJGbuH6AQvSzzflaqeTflQ
 
 
The importance of words
(songs of love, anti-capitalism and mental illness)
MULTILINK
https://tag.lnk.to/the-importance-of-words
 
 
 
 
VIDEO PROMO
The importance of words
(songs of love, anti-capitalism and mental illness)
https://youtu.be/TZDJqfjlRgo?si=ilRUiDf0XCGbmMoT
 
 
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The importance of words
(songs of love, anti-capitalism and mental illness)
descritto da
SOLO
 
Don't shoot the piano player (it's all in your head)
Ispirata tanto dai Rolling Stones di “Their Satanic Majesties Request” quanto dai Beatles di “Revolver” e i Pink Floyd di Syd Barrett, “Don't shoot the piano player (it's all in your head)” è un brano rock psichedelico che parla di allucinazioni e disturbi dissociativi. Pregna di suoni estranianti ispirati dal brano “Mangiafuoco” di Edoardo Bennato e da “Tomorrow Never Knows” dei Beatles, “Don't shoot the piano player (it's all in your head)” vanta un inciso di ebow “3D” in binaurale da poter maggiormente apprezzare tramite l’ascolto in cuffia.
 
“Don't shoot the piano player (it's all in your head)” su YouTube
https://www.youtube.com/watch?v=CbOOsU1VxX8
 
 
Summer fading (late love song)
Canzone che si interroga su cosa sia l’amore, e su come questo sentimento venga percepito e cambi durante gli anni che passano, da bambini ad adolescenti ad adulti, “Summer fading (late love song)” è un brano cangiante che, ad ogni fase della vita narrata dal testo fa corrispondere un arrangiamento diverso, pur restando un brano dalla classica forma strofa-ritornello-strofa (un po’ come accade in “Strawberry fields forever” dei Beatles). Si passa da un dream pop iniziale (infanzia) allo shoegaze con l’ingresso di batteria e basso (adolescenza), fino all’alternative rock dell’interludio e della parte finale (età adulta). Le influenze sono tanto da ricercare nei Muse quanto nei Pink Floyd e nei Radiohead.
 
“Summer fading (late love song)” su YouTube
https://www.youtube.com/watch?v=G_NWZIEPNW0
 
 
Hypocrisy (it's all I see)
In bilico fra momenti di calma e altri di tensione, “Hypocrisy (it's all I see)” è un brano che potremmo accomunare ad alcune produzioni grunge più legate alla psichedelia, con un cantato a tratti violento e aggressivo, altre più delicato, sempre malinconico. La tematica è rivolta a come spesso, soprattutto negli ultimi tempi, vi sia una banalizzazione nell’affrontare ogni tematica sensibile relativa all’ecologia, all’integrazione, puntando il dito sempre nella direzione sbagliata, sempre a favore dello status quo, mai a criticare un sistema economico per cui io consumatore non voglio rinunciare a ciò che la società dei consumi mi ha insegnato a desiderare, anche se ciò che ho imparato a desiderare è proprio il motivo per cui le cose che critico (cambiamento climatico, sfruttamento del lavoro) avvengono.
 
 
What's the topic of the day? (forget the rest)
feat. Alidavid
Con l’avvento di internet pensavamo (ci illudevamo che) ci sarebbe stata una pluralità dell’informazione che avrebbe portato a una maggiore consapevolezza, da parte di tutti. Con l’avvento dei social ogni tipo di voce contro il sistema è stata ammutolita, soffocata dal marasma di messaggi che giornalmente ci vengono propinati, e a cui pare bisogni essere attivamente partecipi, altrimenti ci si sente tagliati fuori dal dibattito. E così nascono topic giornalieri, usa-e-getta come tutti i prodotti della società dei consumi, in modo che si parli di tutto e di niente, senza mai andare a fondo alle questioni ma passando subito al prossimo tema di dibattito, dimenticandosi del precedente senza averlo risolto o quanto meno affrontato, in un continuo presente. “What's the topic of the day? (forget the rest)” è pensata come una finta pubblicità, dove viene venduto (torniamo alla società dei consumi) un prodotto chiamato Topic Of The Day. Il tono è quello della propaganda degli anni ‘40, uno spoken word (magistralmente interpretato da Alidavid) con tanto di sottofondo bandistico, una melodia accogliente e rassicurante, a tratti esaltativa, per invogliare all’acquisto del prodotto.
 
 
Propaganda in my eyes, again (you’re erased)
Ancora grunge. Ma questa volta di quello sporco, di estrazione punk. Il grunge dei Mudhoney e dei Nirvana di “Bleach”. E se “What's the topic of the day? (forget the rest)” puntava il dito su come tutti sentiamo il bisogno compulsivo di dover dire la nostra rispetto a qualsiasi argomento, pur non avendolo analizzato a fondo, “Propaganda in my eyes, again (you’re erased)” parla proprio di come dall’alto veniamo influenzati in tutto quello che diciamo e pensiamo di pensare, anche quando gli argomenti trattati sono di natura nobile: il potere ha imparato che censurare non serve a nulla, ma è molto più efficace portare il dibattito a livelli banali, in modo che ci sia la percezione diffusa che le persone, i politici, persino gli imprenditori, si interessino di determinate tematiche, ma mantenendo un perpetuo status quo garantito dal fatto che non si affrontino mai, realmente, le problematiche di cui si dibatte; dal fatto che non si punti mai il dito verso le reali cause che portano alle storture presenti nella nostra società.
 
“Propaganda in my eyes, again (you’re erased)” su YouTube
https://www.youtube.com/watch?v=4ecXERqzWSo
 
 
Something (you don't need)
feat. Nobody
Canzone che miscela indie pop e dream pop con accenni alla dance e all’elettronica stile Daft Punk, “Something (you don't need)” si sviluppa come un discorso a due voci dove la mia si intreccia con quella di Nobody, a volte attuando un gioco di risposte, altre armonizzando, altre accavallandoci a coprirci l’un l’altra, “costringendo” l’ascoltatore a decidere chi “seguire”: “The importance of words”. “Something (you don't need)” è un altro brano dove al centro dell’attenzione c’è la società dei consumi e di come questa ci influenza, in questo caso rispetto allo spasmodico bisogno di dover apparire sempre fisicamente perfetti, in un perpetuo gioco dove il sottinteso è quello di infondere nelle persone l’idea malata di non essere mai all’altezza delle aspettative, in modo da infondere insicurezza negli individui. Del resto, non c’è miglior consumatore di una persona insicura, che colma le proprie insicurezze acquistando ciò che la società gli suggerisce possa migliorare il proprio status; senza tralasciare il fatto che una persona insicura sarà, in generale, più facilmente soggiogabile e controllabile, a tutti i livelli.
 
“Something (you don't need)” su YouTube
https://www.youtube.com/watch?v=y90ccFoZbzI
 
 
Emotional (e)states
Brano strumentale composto tramite l’utilizzo di oscillatori sinusoidali, generatori di rumore bianco e filtri, per sintesi additiva e sottrattiva, “Emotional (e)states” prende spunto dalla elektronische musik e, in particolare, da alcuni lavori di Karlheinz Stockhausen. Brano in binaurale, pregno di suoni che si spostano spazialmente, è consigliato l’ascolto in cuffia per un’esperienza 3D.
 
 
Look out (consumerism will consume you)
Forse il più ambizioso dell’album, “Look out (consumerism will consume you)” è un brano che potremmo definire art rock. Vicino ai Radiohead più chitarristici, è la canzone che dà il titolo all’album (tratto dal verso “I don’t understand now and no more the importance of words”). Siamo su territori art rock, dove la melodia incontra il rumorismo, sempre guardando al rock psichedelico. Il testo, pregno di nonsense, vuole comunicare la confusione che si può creare nella mente in una persona quando accerchiato dai troppi stimoli (negativi) con cui la società dei consumi ci bombarda perennemente, fino alla perdita di senso delle parole, che porta all’incomunicabilità.
 
 
It's propaganda time! (rejoice!)
Altro brano in binaurale, dove i suoni “attorniano” vorticosamente l’ascoltatore, “It's propaganda time! (rejoice!)” è un brano di musica concreta ispirato ai lavori di Pierre Schaeffer. Legato al brano precedente che lo anticipa, come fossero un unico corpo, insieme anche al successivo “In the end (nothing matters)”, “It's propaganda time! (rejoice!)” riprende il medesimo concetto espresso in “Look out (consumerism will consume you)”, dell’individuo bombardato da troppi messaggi coercitivi. Il brano è composto da jingle pubblicitari di aziende poco etiche, riprodotti in reverse, in un crescendo rumoristico che conduce all’ultimo brano dell’album.
 
 
In the end (nothing matters)
“You get confused, I know, when they are bombing you with so much shit”: con questa frase, “In the end (nothing matters)” chiude questo trittico di canzoni dedicate a come la società ci influenza e ci confonde, puntando alla nostra depersonalizzazione, alla nostra alienazione. E chiude anche l’album, con un brano corto e ossessivo, che ci riporta al rock psichedelico anni ‘60 dell’inizio, con una chitarra acustica ridondante e una voce ultra-effettata, fra leslie, filtri, riverberi, delay, vibe e phaser. Alla fine, nulla è importante.

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sabato 16 marzo 2024

I Lesbian Bed Death presentano "Rhythm Of The Kill" il nuovo Lyric Video


Orrore, Amore, Sesso, Morte, Passione, Potere e Divertimento sono gli ingredienti chiave di "Midnight Lust", offrendo un'emozionante montagna russa di eccitazione, emozioni e intrattenimento. Con Midnight Lust, la band ha deciso di orientare il suono in una direzione complessivamente più "Heavy Metal", con un focus su riff cupi e devastanti.
Midnight Lust ha tutto ciò che un fan si aspetterebbe da un album dei Lesbian Bed Death e altro ancora. È un mix di Goth, Punk e Heavy Metal, con ritornelli killer e alcune sorprese. Potresti chiamarlo "LBD-XTRA".


Lesbian Bed Death è una band Gothic Punk / Heavy Metal di Stoke-on-Trent, nel Regno Unito. Mescolando il loro amore per i film horror e l'estetica con riff rumorosi, sottotoni gotici e ritornelli estremamente orecchiabili, i Lesbian Bed Death stanno facendo scalpore nell'underground da tempo.

Dopo l'inclusione della loro nuova cantante principale, JJ, nel febbraio 2023, i Lesbian Bed Death hanno raggiunto nuove vette con un tour di successo nel Regno Unito, nuovi videoclip mozzafiato e ora, il loro miglior album di sempre, Midnight Lust.

Collegati con i Lesbian Bed Death:

venerdì 15 marzo 2024

Silly Sam tra sogni e ostacoli nella nuova ballad "PVC"


PVC racconta dei sacrifici, delle cadute e delle botte prese per portare avanti un sogno. Il PVC è la più resiliente tra le plastiche: nella stessa maniera Silly Sam affronta i problemi e gli ostacoli con il sorriso e con la felicità di chi ama ciò che fa, senza spezzarsi. Il testo si nutre di esperienze del suo vissuto e utilizza la metafora pioggia-tristezza per convincersi che le difficoltà non dureranno in eterno: il sereno torna sempre, anche dopo la peggiore delle tempeste, e la felicità si può raggiungere solo attraversando sentieri impervi.

La strumentale, affidata a Luca Incerti dei WEL, riprende le power ballad pop punk, mescolando la potenza di batterie e chitarre reali alla produzione digitale e ai synth elettronici, che legano il suono rendendolo ancora più suggestivo.

Biografia

Silly Sam, nome d’arte di Samuele Buchsbaum, si forma all’interno della scena hip hop udinese, per poi esordire a Milano nel 2020 unendo le metriche del rap alle nuove sonorità pop punk: il suo sound è stato definito da RockIt come «pop punk californiano che si mescola allo stile paninaro di una Milano old style che si catapulta nel revival […] in un ibrido che suona tantissimo anni Novanta». Attraverso testi affilati come rasoi si muove tra temi socialmente scomodi, cercando di portare positività e ottimismo a coloro che si sentono sbagliati, facendo la guerra ai pregiudizi, alla polemica e alle critiche. Negli anni ha macinato date tra il Nord e il Centro Italia, partecipando a varie serate (Emo Night, That’s so Emo!, FestivalPark, Bloc Freaks, All The Punx Kids) e aprendo ad artisti come Il Pagante, Eyes Set to Kill, Psycho Village, Logan17 e WEL. Conduce il programma “Punk it Up” su Radio Tausia.

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giovedì 14 marzo 2024

"Mente captus" è il nuovo album dei Nulla+, in uscita per These Hands Melt.


Negli ultimi anni, con l'ingresso di nuovi membri, la musica dei Nulla+ ha subito un'evoluzione, incorporando influenze musicali più varie, abbandonando in parte le vestigia black metal, e sperimentando sonorità che attingono da tutto il metal estremo, pur mantenendo una forte attitudine punk hardcore. Nonostante il cambiamento, l'ispirazione rimane la stessa: la vita e la morte in questa distopia che è il mondo umano.



'Mente captus' è un'espressione latina che significa "catturato nella mente" (da cui deriva il termine italiano "mentecatto"), usata dai Romani per indicare una persona con una limitata capacità di agire a causa di un'infermità mentale. Oggi è usato per lo più in senso esteso e generico (simile a "sciocco", "insensato" o "stupido") come titolo offensivo o dispregiativo o rimprovero severo.



Il titolo dell'album racchiude il concetto centrale dell'album: ogni canzone, a suo modo, esplora diverse follie umane, sia grandi che piccole. La follia può manifestarsi in forme imponenti come la guerra o in dipendenze quotidiane, come l'uso eccessivo e compulsivo dello smartphone. Sebbene il termine sia comunemente associato a persone di basso status sociale, i "mentecatti" non sono solo individui emarginati nella società; spesso, i veri "mentecatti" sono coloro che detengono il potere. La loro follia ha il potere di infliggere danni considerevoli a livello sociale, politico e ambientale, compromettendo l'equilibrio e la stabilità dell'umanità nel suo complesso. Questi potenti "mentecatti", spinti da un'ambizione sfrenata e da interessi egoistici, possono causare disuguaglianze, conflitti, sfruttamento delle risorse naturali e distruzione dell'ambiente.



'Mente captus' rappresenta quindi una riflessione critica sulla natura delle follie umane e sul modo in cui vengono concepite e mal classificate, asservite all'ego sempre crescente dell'umanità, che si riverbera in ogni aspetto della nostra esistenza.



Guarda il video di 'Una donna MMXXIV':




TRACKLIST

1. Schermo private
2. Rogna nera
3. Una donna MMXXIV
4. Disparità demente, poveri folli e eicchi stravaganti
5. Terre rare
6. Oppenheimer
7. Piangersi addosso MMXXIV
8. Un futuro mai avvenuto
9. L'ultimo re
10. Antidolorifico MMXXIV
11. Oppenheimer, parte II



BIOGRAFIA

Nulla+ nasce alla fine del 2015 dall'idea di Paolo Lombardi (voce, chitarra e basso) di fondere le sonorità minimaliste del black metal e dell'hardcore italiano. Nel 2016 pubblica l'album d'esordio 'Stornelli distopici' (Symbol of Domination / Metal Throne Prod.) con Riccardo Mencarelli alla batteria. Nel 2017 viene completata una vera e propria formazione con l'arrivo di Claudio Cilione (voce) e Gabriele Ceccarelli (chitarra), così da poter portare anche in sede live quello che è realmente il progetto Nulla+: agnosticismo, secolarizzazione, pessimismo e regresso all'infinito, tutto condito da un arrugginito e inglorioso senso di fallimento. Nel 2018 esce lo split 'Impronte/Lacrime' (The Triad Rec / Italian Extreme Underground / Nothing Left Records / Boned Factory) con i Nomura; nel 2020 esce lo split autoprodotto con gli Othismos. Nel 2022, Claudio esce dalla band in concomitanza con le registrazioni dell'album 'Mente càptus' (2024), e al suo posto entra Francesco Bogini.



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La band francese hardcore-punk Contre-Feux presenta il nuovo singolo e il video ufficiale "Gibier le soir".


Circa 4 anni dopo il loro EP di debutto 'Mort/Vivant', i francesi Contre-Feux, famosi per i loro riot hardcore/punk, torneranno in gioco questa primavera con il loro secondo EP intitolato 'La Morsure', pronto per essere pubblicato su vinile/digitale su Dingleberry Records & Voice Of The Unheard.


Nel frattempo, la band ha appena presentato un primo assaggio di questo prossimo sforzo con il singolo "Gibier ce soir", disponibile come singolo digitale su tutte le piattaforme e il video musicale ufficiale su YouTube.





Bio

Formatisi all'inizio del 2020 nella regione di Bordeaux, i Contre-Feux suonano Punk/Hardcore con influenze Screamo. Veloci, aggressivi e melodici, la loro musica è influenzata da band come Converge, Envy, Tragedy e Amanda Woodward, le cui liriche sono in francese.

Il loro EP di debutto autoprodotto, 'Mort/Vivant', è stato pubblicato su Bandcamp nel 2020. Non è stato fino all'ultimo trimestre del 2022 che la band ha tenuto il loro primo concerto.

Tra dicembre e gennaio 2023, registrano il loro secondo EP, 'La morsure'. Nel corso dell'anno, condividono il palco con altre band giovani come Grief e Ari, e con gruppi più conosciuti come Joliette e Mutoid Man.

Nel 2024, l'EP 'La morsure' sarà pubblicato digitalmente, seguito da una compilation dei loro 2 dischi su vinile da Voice Of The Unheard e Dingleberry Records.

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mercoledì 13 marzo 2024

FONDAMENTA NUOVE “LATE NIGHT” IL SINGOLO D'ESORDIO DELLA GIOVANE BAND POST PUNK



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"Late Night" il singolo d'esordio dei Fondamenta Nuove è un brano che affronta tematiche intense e profonde, ispirandosi a un tragico femminicidio avvenuto nel paese di Senago nella primavera del 2023.

La canzone si apre con la prospettiva del bambino nato da questa relazione maledetta, che descrive la devastazione emotiva lasciata dalla perdita della madre, simboleggiata dalla rosa che marcisce nelle ceneri della tragedia. Le reazioni superficiali degli abitanti del paese si trasformano in profondo dolore, riflettendo la complessità delle emozioni umane di fronte alla tragedia.

Il ritornello e la seconda strofa del brano si concentrano sul carnefice e sulla sua psiche disturbata. Il testo riflette sul tempo sprecato e sull'inutilità dell'esistenza, mettendo in contrasto la vita dell'uomo comune con quella del poeta, l'eroe immortale. La seconda strofa porta l'ascoltatore nel tribunale, descrivendo l'imputato come una figura profondamente tormentata, distaccata dalla realtà e indifferente al suo destino.

Il vero scopo di "Late Night" è quello di esplorare le molteplici percezioni e punti di vista sulla realtà umana. Il brano non offre giudizi morali né cerca di compiangere la vittima o biasimare il carnefice; piuttosto, racconta una storia di sofferenza e dolore, mettendo in luce la complessità e la varietà della vita umana.

Musicalmente "Late Night" si fonde perfettamente con l'atmosfera alla sonorità data dalla strumentazione, che è ruvida ed estremamente d'impatto, creando un'esperienza unica.

Ed è proprio questa la caratteristica distintiva della giovane band post punk che è in grado di creare un sound originale, un mix di brit rock e pop, in grado di catturare l'attenzione al primo ascolto.





Nati fuori Milano nel 2019, i Fondamenta Nuove entrano nella scena musicale a fine 2022 con i primi live nei vari club della città. Fortemente influenzati dai suoni britannici e specie dalla nuova scena Post-punk, nella loro musica mescolano suoni puliti e brillanti con forti distorsioni e dissonanze. 

Nel 2024 escono con il loro primo singolo “Late Night”, una canzone ruvida e d’impatto, che introduce il gruppo nella scena musicale.

ASCOLTA "LATE NIGHT”!





Apple Music: https://apple.co/3Peb9ga


Il gruppo pop punk di Chicago Wilmette, abbraccia la nostalgia nel nuovo singolo e nel video ispirato a "Guitar Hero" "Circa '99" tratto dal primo album "Hyperfocused".


La band pop punk di Chicago composta da cinque membri, Wilmette, abbraccia la nostalgia nel nuovo singolo e nel video ispirato a "Guitar Hero" "Circa '99", estratto dall'atteso album di debutto "Hyperfocused", uscito il 4 agosto. 

Prodotto da Seth Henderson (State Champs, Knuckle Puck).

Guarda il video "Circa '99" qui.

Ascolta su piattaforme di streaming musicali.

Foto: Alex Zarek

La band pop punk dell'Illinois, composta da cinque membri, Wilmette, sta presentando un video musicale ispirato a 'Guitar Hero' per il nuovo singolo "Circa '99", estratto dal tanto atteso album completo di debutto, 'Hyperfocused', uscito il 4 agosto 2023 tramite Mutant League Records.

Guarda il video qui:





Video diretto da Alex Zarek.

Ascolta "Circa '99" su piattaforme di streaming musicale: https://orcd.co/xvq3rmm

Il cantante Aaron Hailey dice: "A tutti piace un po' di nostalgia cliché, ed è per questo che abbiamo scritto Circa '99. Ma la parte divertente è che la maggior parte della band è nata nel '97 quindi avevamo solo 3 anni."


Provenienti dai sobborghi di Chicago,  i Wilmette combinano pop-punk e hardcore con uno stile fresco che si basa su ritornelli pop, testi sinceri e una forte musicalità. Il primo EP enfatico della band "Anxious Body" è stato pubblicato nel 2019 ottenendo grande acclamo.

'Hyperfocused' Track Listing:

1. No Conviction

2. Hyperfocused

3. Playing Dead

4. I Don't Even Want To Be Around Anymore

5. Circa ‘99

6. Small Talk

7. Everybody Wants Me Dead

8. No One Knew

9. Sunflower

10. Out Of My Hands


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martedì 12 marzo 2024

Partirò per Bologna, all’Estragon la sesta edizione del festival punk, ska e reggae



Dopo il successo delle precedenti edizioni dove hanno partecipato decine di artisti da tutta Europa, migliaia di persone da tutta Italia, Francia e Germania torna la sesta edizione festival Partirò per Bologna, che deve il suo nome alla celebre canzone della Banda Bassotti. L'appuntamento è per sabato 20 aprile all'Estragon di via Stalingrado con i migliori artisti italiani e internazionali tra punk, ska e reggae.

L’apertura della serata è affidata alla band Montelupo. Un progetto volto al recupero del canto anarchico italiano che nasce nel 2012 da un’idea di Daniele Coccia (Il Muro del Canto), Eric Caldironi e Alessandro Marinelli. un repertorio anarchico con arrangiamenti moderni assieme a Nicoló Pagani e Lavinia Mancusi.
A seguire la formazione street punk bolognese Zona Popolare che si esibirà accompagnata da Rude. La band formata nel 2009 dopo vari cambi di formazione ha trovato il suo equilibrio con Rude, ex membro dei Ghetto 84 e figura di riferimento della scena italiana e internazionale.
Si prosegue con Bunna, componente della storica formazione reggae Africa Unite, che salirà sul palco accompagnato dalla band ska rocksteady soul The Magnetics. Insieme daranno vita a uno show speciale proponendo i grandi classici dal repertorio giamaicano a base di ritmi in levare.
Sarà poi la volta dei Gang, band storica del rock italiano nata all’inizio degli Anni '80. Con decine di album all’attivo, eredi italiani delle sonorità del periodo punk londinese, sono nati dal progetto dei fratelli Severini, Marino e Sandro, nativi di Filottrano in provincia di Ancona.
Segue la formazione romana Dalton, attiva dal 2015 mescola punk, pub rock rock’n’roll, beat e cantautorato 70s, con richiami agli Sham 69, Slade, Battisti e Ivan Graziani. Nei loro testi esperienze personali e spaccati di vita. 
In scaletta poi il power trio The Uppertones, band che grazie alla combo trombone, voce, piano e batteria, portano in scena il suono della Giamaica degli Anni ’50. Una ricerca dove il genere mento si fonde con lo swing, il boogie e il calypso creando un mix poi definito bluebeat o jamaican boogie.
Sul palco poi The Bluebeaters, storico collettivo ska composto di sette elementi. La loro musica si muove tra blue beat, ska, reggae e rock steady senza tralasciare aperture al pop. Tra vari cambi di formazione ha pubblicato anche numerose hit come "Wonderful Life", "Che cosa c'è" con Gino Paoli o "Messico e nuvole".
Ospiti internazionali dalla Francia la Brigada Flores Magon. Nati nel 1998 a seguito dell'incontro di differenti persone della scena alternativa degli anni '80 e del movimento anarco-punk parigino degli anni '90. Il quintetto Oi! street punk si dichiara fortemente antifascista e anticapitalista.
In chiusura poi i rappresentanti più longevi del combat ska punk Oi!, ovvero la storica Banda Bassotti. Dal 1987 marchio di fabbrica per le loro canzoni generalmente antifasciste e politicamente impegnate. Nove elementi con fiati, sezione ritmica e chitarre porteranno sul palco dell'Estragon il meglio della loro produzione musicale.


Sabato 20 aprile 
Dalle 16.15 fino all’01.00
Estragon Club
Via Stalingrado, 83 - Bologna
Ingresso Euro 23
Infoline 051323490











lunedì 11 marzo 2024

"Ho colto un fiore per te" è il nuovo intenso singolo dei Flease.


"Ho colto un fiore per te" è il nuovo intenso singolo dei Flease.

La traccia ha l'intenzione di essere una fotografia di un momento di sofferenza, di un dolore che nessuno vorrebbe mai provare.

E' l'inizio di ottobre, la guerra è appena iniziata.

Un padre raccoglie da terra il corpo esangue della sua bimba, disperandosi nel vano tentativo di svegliarla, sperando in un ultimo abbraccio.

Il fiore, un primitivo disegno ormai sbiadito nelle forme è quanto rimane, ma è anche la promessa che non sarà un addio.

La durezza nel dover accettare di vivere è confortata solo dall'anelito della ricerca di una fine di tutto, per ricongiungersi a lei.

Non è una considerazione specifica sulle brutture della guerra, ma sulla perdita improvvisa della persona più cara e sullo strazio di dover sopravvivere o passare ad un'altra vita.

Come in tutte le loro canzoni, i Flease, hanno lo scopo di rendere l'ascoltatore padrone della traccia per trovare all'interno di essa ciò che più sentono vicini, anche solo un'emozione, con le lacrime agli occhi.


Insieme dal 2018, restaurati nel 2023,da Verona (IT).

Rock emozionalmente aggressivo, da quei paeselli dove d’inverno c’è solo la nebbia, la rabbia e la solitudine.

Il loro obiettivo è quello di rendere l'ascoltatore padrone della loro musica, lasciandolo libero di decidere il significato dei brani, ma consegnando l'energia e le lacrime agli occhi che hanno portato alla composizione.

I Flease sono Didi (chitarra, voce), Mozza (chitarra), Pai (batteria) e Nic (basso).

ASCOLTA "HO COLTO UN FIORE PER TE”!



Apple Music: https://apple.co/3SXLl9c





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I Traindodge band post-hardcore da Oklahoma City svela il nuovo LP 'The Alley Parade' tramite Spartan Records

I Traindodge band post-hardcore da Oklahoma City svelano il nuovo LP 'The Alley Parade' tramite Spartan Records


"I suoni post-hardcore audaci, discordanti e pesanti come ha fatto Traindodge negli anni '90." - Brooklynvegan

Dopo due decenni di album senza tempo, i Traindodge da Oklahoma City continuano la loro dinastia post-hardcore con l'uscita del loro ottavo LP, 'The Alley Parade', tramite Spartan Records.

Ascolta l'album qui: https://orcd.co/thealleyparade

Ordina il vinile qui: https://spr.tn/traindodge

Mentre la collezione di album canonizzati della band è diventata ascolto obbligato per ogni band pesante emergente dagli anni '90, e il loro lascito di centinaia di spettacoli (condividendo il palco con nomi come Mudhoney, Cursive, Avail e Botch, per citarne alcuni) ha influenzato migliaia di persone, forse il più grande mistero che circonda i Traindodge è come questa band sia rimasta sotto il radar durante la sua prolifica carriera. Che sia un segno di integrità della band o una mancanza di volontà di conformarsi per il successo commerciale, come ha detto il giornalista Jason Heller, "A differenza delle folle di aspiranti post-hardcore che pensano che urla, rumore e posa facciano la band, i Traindodge sintetizzano intelligenza e potenza in una percossa rock contorta e pesante che ti lascerà a grattarti la testa tanto quanto a sbatterla."


Nel 1993, i fratelli Jason e Rob Smith si unirono al bassista Chris Allen in una band preesistente. Nel corso dei successivi tre anni, i tre musicisti si sono profondamente legati su un amore condiviso per il lato più duro del rock indie - Fugazi, The Jesus Lizard, Jawbox e gran parte della già vibrante scena di Kansas City. Dopo innumerevoli sessioni di scrittura e alcuni cambiamenti naturali nella formazione, nascono i Traindodge.

"In quel momento, l'obiettivo più ambizioso che avevo era fare un tour e, se fossimo stati fortunati, registrare un album. Immaginavo che saremmo durati forse tre o cinque anni. È tanto tempo quando hai 22 anni. Nessuno di noi conosceva nessuno che avesse avuto una band così a lungo," dice Jason Smith (voce/chitarra). "Una cosa che è cambiata per me [all'inizio] è stata rendere conto che più mi impegnavo nella band, più mi soddisfaceva. Salire in tour e incontrare persone con la stessa mentalità mi confermava che anche il Midwest può sembrare un posto più grande. Anche attraverso le fragili 'reti' che stavamo attraversando nei nostri primi anni, potevo gradualmente vedere la realtà di essere quella band che girava in giro e svegliava delle folle inconsapevoli. Forse è un difetto che ho, ma ho trovato quel tipo di vita davvero coinvolgente. Mi piace ancora. Anche nei momenti difficili che abbiamo avuto, ho sempre sentito di essere nel posto giusto."

Avanti veloce ventisette anni dopo, The Alley Parade è l'ottavo album completo della band e il primo dal 2016. La formazione vede anche il secondo chitarrista Ross Lewis che si è unito ai Traindodge a tempo pieno nel 2011. "Abbiamo lavorato a questo disco più o meno dal momento in cui è uscito l'ultimo, il che, con tutti noi non nella stessa città e una pandemia globale, ha richiesto un po' di tempo," dice Rob Smith (batteria/synth). "Alcune di queste canzoni sono state scritte nel 2017, e alcune sono state finite settimane prima di entrare in studio l'anno scorso. Questo dà alle canzoni più recenti una sensazione più spontanea, mentre le più vecchie sembrano un po' più 'vissute', e penso che sia un punto di forza del disco - è la cosa più immediata e accessibile che abbiamo mai fatto."

Anche se nuovo nell'approccio in alcuni modi, i vecchi ascoltatori dei Traindodge possono stare tranquilli: The Alley Parade ha lo stesso grinta e impatto di qualsiasi suo predecessore registrato.