C’è un momento preciso, sotto palco, in cui tutto smette di essere complicato: le luci sparano, le chitarre partono e il cervello si arrende al pogo. “Disagio Sociale”, primo EP di ×hellsanti×, sembra nato esattamente per quel momento lì.
Fuori dal 20 marzo 2026 e completamente autoprodotto, il debutto dell’artista classe ’91 è un concentrato di pop punk diretto, nervoso e senza trucco. Cinque tracce veloci come un treno in ritardo, ma con dentro più sostanza di quanto la velocità lasci intendere. Qui non si tratta solo di saltare e urlare, ma di mettere in fila piccole crepe quotidiane e trasformarle in cori da cantare a squarciagola.
Registrato all’Hypeless Studio di Sansepolcro e prodotto da Andrea Barone, l’EP mantiene intatta quell’estetica DIY che profuma di sincerità: suona sporco il giusto, vivo al punto giusto. Nessuna plastica, solo nervi scoperti.
Dentro le tracce:
“Milano Chiama” apre come una telefonata che non sai se vuoi davvero ricevere. È il classico miraggio urbano: promette tutto, ma intanto ti consuma. Sogni e insonnia nella stessa stanza, con le valigie sempre mezze piene.
“Alla Fine” rallenta leggermente il battito per guardarsi dentro. Routine, pensieri che si incastrano, amori impossibili che diventano rifugio mentale. Una specie di loop emotivo che conosci fin troppo bene.
“30 Denari” cambia tono e tira fuori i denti: amicizie a scadenza, rapporti che si sgretolano senza fare rumore. È una canzone che non urla vendetta, ma lascia un retrogusto amaro difficile da mandare giù.
“Mai Come Voi” è il momento più politico e incendiario del lotto. Rabbia generazionale pura, ispirata alle proteste per la pace in Palestina, che si trasforma in un attacco frontale a un sistema che appiattisce tutto. Qui il pogo diventa quasi un gesto di resistenza.
La title track “Disagio Sociale” chiude il cerchio come un manifesto scritto con il pennarello sul muro. È dedicata a chi resta ai margini, a chi non rientra nei canoni, a chi si sente fuori posto ma continua comunque a spingere. Ed è proprio lì che l’EP colpisce più forte: nella capacità di trasformare l’esclusione in identità.
×hellsanti× non reinventa il pop punk, ma lo usa come un megafono personale, senza filtri. E in un panorama spesso troppo levigato, questa ruvidità è una boccata d’aria.
“Disagio Sociale” è breve, diretto e necessario. Non ti cambia la vita, ma per venti minuti ti fa sentire meno solo nel caos. E a volte basta esattamente questo.
ASCOLTA SU SPOTIFY: https://open.spotify.com/album/18cBaPzDpCjcwq3jdtbeZM
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