Arrivano da Vicenza e Padova gli Heavy Merda, progetto thrash/grind che sceglie la via più sporca, rumorosa e provocatoria possibile: drum machine martellante, urla in italiano e testi che sembrano scritti con una spranga in mano e il telegiornale acceso sullo sfondo.
Il nuovo EP "La Madonna di MedjuGORE" mette insieme tutti gli elementi che definiscono il loro immaginario: blasfemia, disperazione quotidiana e antifascismo senza filtri.
Titoli come Madonna di MedjuGORE, Vorrei, In Fondo e Paese di Merda costruiscono un panorama sonoro tossico e claustrofobico, dove l’umorismo nero convive con la rabbia sociale.
Tra i brani più diretti c’è Fascist Trigger, nato esplicitamente per “triggerare” i fascisti, affrontando temi divisivi e volutamente incendiari tra foibe, aborto e provocazione politica estrema. Un pezzo pensato per colpire duro, senza cercare compromessi o approvazioni.
C’è poi Pioggia a Novembre, che fotografa il lato più amaro e sarcastico del militare nelle piazze: andare a una manifestazione sapendo già che finirà tra botte, freddo e idranti.
Una specie di gallows humor da corteo invernale trasformato in grindcore.
Paese di Merda invece vira verso sonorità quasi oi!, mantenendo però lo spirito sovversivo della band. Un coro collettivo e nichilista che trasforma il disagio quotidiano e la frustrazione verso la realtà italiana in un urlo comunitario, sporco e autodistruttivo.
Gli Heavy Merda non cercano eleganza né mediazioni: il loro EP è un’esplosione rumorosa di disagio sociale, sarcasmo blasfemo e rabbia politica. Un disco che pesta duro sia musicalmente che nei contenuti, come una drum machine lasciata accesa durante la fine del mondo.
Nessun commento:
Posta un commento