“Retry” è il primo album dei RETRY, power trio vicentino formato da Mauro (Derozer) alla voce e chitarra, Teo (Melt, Pyjamarama) al basso e cori e Greg alla batteria. Nove brani che attraversano post punk italiano, disillusione, memoria e quella voglia ostinata di provarci ancora.
Troppo vecchi per sentirsi giovani, troppo giovani per smettere di essere incazzati, troppo stupidi per non provarci ancora.
Potrebbe essere questa la frase perfetta per presentare “Retry”, l’album d’esordio dei RETRY, uscito oggi, venerdì 21 agosto 2026.
Nati a Vicenza nel 2025 da un progetto sviluppatosi quasi spontaneamente, i RETRY hanno trascorso mesi in sala prove alla ricerca di una propria identità. Le esperienze musicali differenti dei tre componenti confluiscono in un sound diretto e compatto, costruito su chitarre taglienti, bassi potenti e un drumming preciso e articolato, dove l'urgenza del punk incontra atmosfere e sensibilità post punk.
Il progetto era stato presentato nei primi mesi del 2026 attraverso i singoli “Senza Fretta” e “Mirella”, anticipando un disco composto da nove brani cantati in italiano.
Riprovare, senza tornare indietro
Il titolo dell'album racchiude l'idea centrale del progetto: RETRY significa riprovare.
Non cancellare ciò che è successo e nemmeno fingere di poter ricominciare da zero. Significa ripartire portandosi dietro gli anni trascorsi, le esperienze, gli errori, le persone incontrate e quelle perse lungo il percorso.
Il passato c'è, ma non diventa nostalgia. I RETRY guardano piuttosto a quello che è possibile fare oggi con tutto ciò che è già successo.
A rappresentare lo spirito dell'album è “VDM”, brano che concentra in pochi minuti molte delle contraddizioni alla base del progetto.
Cosa rimane quando non ci si sente più giovani, ma non si è ancora disposti a smettere di sbagliare, arrabbiarsi e ricominciare?
La risposta dei RETRY non è la rassegnazione. È continuare a provarci.
C'è la consapevolezza degli anni passati, ma anche quella dose di incoscienza necessaria per commettere nuovi errori. Ed è proprio questa contraddizione a diventare il filo conduttore del disco.
Nove canzoni, nove fotografie della vita adulta
Il resto dell'album amplia lo sguardo verso relazioni, aspettative, memoria e piccole contraddizioni quotidiane.
“Garage” parte da uno dei luoghi simbolo della musica suonata: uno spazio spesso tutt'altro che bello o ordinato, ma nel quale per generazioni sono nati gruppi, amicizie, discussioni e canzoni. In un'epoca nella quale buona parte della musica può essere costruita davanti a uno schermo, il brano sembra ricordare che alcune cose hanno ancora bisogno di persone chiuse nella stessa stanza.
Con “Eroi” arriva invece la necessità di liberarsi dai condizionamenti e dai legami che possono trasformarsi in gabbie. Essere eroi non significa compiere imprese straordinarie, ma trovare il coraggio di seguire il proprio istinto.
“Mirella”, già pubblicata come singolo, entra nel territorio della distanza, della memoria e dell'incomunicabilità. Le parole si interrompono, il silenzio prende il loro posto e alcuni sentimenti rimangono comunque lì, anche quando non si riesce più a spiegarli.
“Gianni” ribalta una delle nostre abitudini più comode: chiedere agli altri di cambiare. È facile individuare ciò che non funziona nelle persone che abbiamo davanti, molto meno chiedersi se, almeno qualche volta, il problema siamo noi.
Con “Polemiche” arriva invece un'impresa apparentemente semplicissima: stare zitti. Non rispondere, non alimentare lo scontro e non voler necessariamente avere l'ultima parola. Facile a dirsi, decisamente meno a farsi.
Non tutto il disco vive però di conflitti.
“Sorrisi” riporta l'attenzione verso le piccole cose, quei gesti e quei momenti che spesso diventano invisibili proprio perché sembrano troppo semplici. Un invito a riconoscere il valore di ciò che abbiamo davanti senza inseguire continuamente qualcosa di più grande.
“Giusto un po'” entra invece nel momento in cui le certezze iniziano a sgretolarsi. Rimangono dubbi, ostinazione, qualche bicchiere di troppo e la tentazione di sparire. Ma andarsene non significa necessariamente risolvere le cose.
A chiudere il viaggio c'è “Cartoline”, riflessione sulla memoria e sulla sua capacità di scegliere autonomamente cosa conservare. Alcune persone, momenti e cicatrici resistono al tempo e rimangono lì, come cartoline dimenticate in un cassetto.
Completa il disco “Senza Fretta”, uno dei primi brani con cui i RETRY si erano presentati al pubblico. Una canzone dedicata al tempo che passa, ai legami che resistono, agli errori e alla possibilità di ripartire senza l'ossessione di recuperare gli anni perduti.
“Retry” è quindi un album profondamente legato al tempo, ma senza cercare di tornare indietro.
Sul fondo ci sono il Nordest, la quotidianità, le radici, le amicizie, le distanze e la difficoltà di confrontarsi con ciò che siamo diventati rispetto a ciò che pensavamo saremmo stati.
Non ci sono grandi proclami generazionali. Ci sono persone alle prese con la propria vita, con i propri errori e con la necessità di continuare a cercare.
Perché Retry non significa ricominciare da zero.
Significa premere di nuovo quel tasto sapendo perfettamente perché la volta precedente non ha funzionato.
E premerlo comunque.
Try, try, RETRY.
Tracklist
VDM
Garage
Eroi
Mirella
Gianni
Polemiche
Sorrisi
Giusto un po'
Cartoline
“Retry” è disponibile dal 21 agosto 2026.