Dopo vent’anni di attività e cinque album alle spalle, i toscani Manovalanza tornano con Terre di Nessuno, il loro sesto lavoro in studio in uscita il 17 giugno 2026. Un disco che va oltre il semplice concept album e si trasforma in un viaggio tra storie, leggende e figure marginali della Valtiberina e dell’Alta Valmarecchia, territori di confine sospesi tra Toscana, Umbria e Romagna.
Da sempre legati a tematiche sociali e popolari, i Manovalanza scelgono questa volta di scavare nella memoria orale delle proprie terre per riportare alla luce racconti di resistenza, ribellione ed emarginazione. Il filo conduttore dell’album è infatti la vita ai margini, vista non come una condanna ma come una possibile forma di opposizione al degrado culturale e umano della modernità.
Il primo singolo estratto, Cospaia Terra Libera, racconta l’incredibile vicenda della Repubblica di Cospaia, un microstato nato nel 1441 da un errore cartografico tra lo Stato della Chiesa e la Repubblica di Firenze. Per quasi quattro secoli Cospaia visse senza autorità centrali, polizia o forme di controllo istituzionale, diventando una sorta di enclave libertaria che prosperò grazie alla coltivazione del tabacco.
Tra i brani più significativi del disco troviamo anche Homo Salvatico, dedicato alla figura di Agnolaccio, il misterioso uomo selvaggio che viveva nei boschi attorno a Monterchi a metà Ottocento. Dietro la leggenda del mostro sovrumano si nasconde però la storia di un emarginato respinto dalla società e rifugiatosi nella natura, unico luogo incapace di giudicare.
L’album attraversa poi altre leggende e racconti dell’Appennino centrale: dai banditi dell’Alpe della Luna alla terrificante Marangona, creatura folkloristica legata al torrente Presale, passando per storie di boschi, tesori maledetti e figure ai confini della società. Tutto viene reinterpretato con uno sguardo contemporaneo e profondamente punk, capace di trasformare il folklore locale in uno strumento di riflessione sul presente.
Sul piano musicale, Terre di Nessuno mantiene salde le radici ska-punk della band ma amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione. Alle classiche contaminazioni in levare si affiancano influenze metal, folk, funk e jazz, creando un sound ricco e dinamico che accompagna perfettamente la natura narrativa del progetto.
Registrato, mixato e masterizzato da Riccardo Pasini presso Studio 73 di Ravenna, il disco vede la partecipazione di numerosi ospiti, tra cui Mark (NH3), Claudio Podeschi, Alex Bull Bastard, N’to Stina e Tiziano Paganelli.
Terre di Nessuno è disponibile dal 17 giugno in formato digitale su Bandcamp e sulle principali piattaforme di streaming. Le edizioni fisiche in CD e vinile includeranno inoltre un libro di 70 pagine che approfondisce tutte le storie raccontate nelle canzoni, disponibile anche gratuitamente in formato PDF sul sito ufficiale della band.
Vent’anni dopo la loro nascita, i Manovalanza dimostrano ancora una volta come il punk possa essere uno strumento per custodire la memoria, raccontare il territorio e dare voce a chi è stato dimenticato. tUn disco che guarda al passato per trovare nuove forme di resistenza nel presente.
Ascolta "Terre di Nessuno"
Nessun commento:
Posta un commento