Esce oggi, 16 ottobre 2026, “Se penserò al domani mi verrà da piangere”, il primo album dei Preferisco Ignazio. Il disco affonda le radici nell’alternative rock, contaminandosi con influenze emo, shoegaze e post-punk, attraverso nove tracce, accompagnate da intro e outro, che raccontano le difficoltà del presente e l’incertezza del futuro.
Dopo l’EP “Stendardo” (2024) e lo split EP “Rovi” (2025), realizzato insieme ai Lysine, la band torna con un lavoro guidato dall’urgenza espressiva e dalla consapevolezza di un mondo che sembra andare verso una collisione inevitabile. Il risultato è un disco che affronta la crescita, la perdita, la fragilità e la necessità di resistere, cercando di non far spegnere le ultime luci rimaste.
Ad aprire l’album è “Miretti”, preceduta da un’intro costruita sulle stesse note. Riff sghembi e una ritmica solida accompagnano un testo che racconta le difficoltà del crescere e le inevitabili accettazioni che fanno parte di questo percorso. “Sbiadire” parte con grande energia, alternando momenti più distesi, tapping e chitarre in clean, prima di esplodere nel finale e lasciare spazio ad “Acque Calme”. Quest’ultima cresce gradualmente tra batteria martellante e chitarre distorte, fino a concludersi con un outro dalle atmosfere quasi ambient.
“Luka D.” contiene il verso che dà il titolo all’album, “Se penserò al domani mi verrà da piangere”, urlato a pieni polmoni nel ritornello. È uno dei brani più punk del disco: diretto, senza mezze misure e spinto dalla voglia di reagire. Al centro c’è la determinazione necessaria per affrontare il percorso di crescita senza perdere di vista sé stessi.
Con “Abisso”, i Preferisco Ignazio lavorano su suoni ambientali, riverberi, effetti granulari e delay, che si trasformano in muri di fuzz sostenuti da una batteria piena e potente. Il brano lascia poi spazio a “Viola”, che vede la partecipazione di Yuri Guarino dei Reemo e Vico Genovesi dei Lysine. Uno dei momenti più introspettivi dell’album, dedicato alla perdita e alla consapevolezza di una luce che si spegne per sempre.
“Dimmi Se” riporta in primo piano l’anima punk della band con un pezzo breve, essenziale e diretto. Nel finale, però, le atmosfere cambiano grazie alle chitarre acustiche, al violino di Caterina Cameron Rea e agli effetti ambientali, preparando il terreno per “Curarmi”. La penultima traccia è una cavalcata che guarda al post-hardcore, tra urla, rullate di batteria e riff di chitarra agitati.
A chiudere il disco è “Lanterna”, una ballad dalle atmosfere post-rock e ambient, guidata dal basso. Il brano lascia poco spazio alla speranza nei confronti del futuro, ma si propone come un rifugio per chi è stanco e cerca un momento di riposo. Il finale si fonde con l’outro, mentre il riverbero della chitarra si prolunga e le parole di Gherman, il Primo Cacciatore, riecheggiano in lontananza, rivelando anche il lato nerd della band.
“Se penserò al domani mi verrà da piangere” è registrato nella sala prove dei Preferisco Ignazio da Andreas Macrì, mentre produzione, mix e master sono curati da Andreas Macrì e Simone Umbaca presso Cygnus Music Studio. La foto e l’artwork sono di Mattia Maffei.
Con questo primo album, i Preferisco Ignazio raccontano l’accettazione del presente e la necessità di mantenere la lucidità per resistere, guardando a un futuro incerto e inevitabilmente cupo senza rinunciare ad affrontarlo. Un lavoro che attraversa alternative rock, emo, shoegaze, post-punk e post-hardcore, dando voce a fragilità e rabbia senza cercare risposte facili.
“Se penserò al domani mi verrà da piangere” è disponibile da oggi, 16 ottobre 2026.