Un brano che non nasce sul palco, ma tra motori ruggenti e occhi pieni di sogni. “Rock Star” degli UNIPORN prende vita da lì, da un monster truck show visto con i figli, e accelera fino a diventare un inno che travolge la quotidianità.
Il nuovo singolo, uscito il 1° maggio insieme al videoclip ufficiale, è molto più di un brano: è una dichiarazione. Un manifesto femminista che parte dalla vita reale e la trasforma in qualcosa di esplosivo. Al centro c’è Olga, frontwoman della band, e un momento apparentemente semplice: uno show di monster truck visto insieme ai suoi figli. I bambini sognano in grande, si immaginano al volante. E allora scatta la domanda che ribalta tutto: perché non farlo anche da adulti?
Da lì nasce la metafora che guida “Rock Star”. Nel video, un’auto viene schiacciata sotto le ruote di un monster truck: non è solo distruzione, è liberazione. Quella macchina è fatta di aspettative, ruoli imposti, vite già scritte. E il colpo che la manda in frantumi è lo stesso che ti rimette in moto.
Dietro l’energia del pezzo, però, c’è una storia più dura. Olga si è trovata a fare i conti con pressioni concrete: lasciare la musica, restare “al proprio posto”, non esporsi. Poi il cambio di rotta, diventare madre single, e una certezza che si accende come un amplificatore al massimo: mollare non è un’opzione. Da lì prende forma il cuore del brano. Punk rock come spazio di libertà, come linguaggio per raccontare maternità, quotidianità e sogni senza chiedere permesso.
“Rock Star” parla a chi si sente incastrato, a chi combatte ogni giorno contro aspettative invisibili ma pesanti. Soprattutto donne, soprattutto madri, spesso costrette a scegliere tra responsabilità e identità. Qui la risposta è chiara: non devi scegliere. Puoi essere entrambe le cose. Puoi portare il peso del mondo sulle spalle e comunque salire su un palco, urlare, brillare.
Il suono è glam punk diretto, senza fronzoli, con un’energia grezza che tiene insieme rabbia e liberazione. E il video, con alcune scene girate al Sonic Ballroom, amplifica tutto questo immaginario: palco e vita reale che si fondono, senza filtri.
“Rock Star” non promette vie facili, ma apre uno spazio. Anche solo per una notte. Anche solo per una canzone. Ma a volte basta quello per rimettere in discussione tutto.
E ricordarsi che sì, chiunque può essere una rock star. Anche quando nessuno se lo aspetta.
